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Coronavirus, numeri da zona gialla ma permane la pressione negli ospedali

Il governatore Luca Zaia, dati alla mano, fa una riflessione sulla situazione del contagio da Covid-19 a livello regionale. Il grande punto di domanda è su Astrazeneca, sul cui impiego si attende una decisione da parte di Ema che dovrebbe arrivare in giornata

Alle 8 di mercoledì 7 aprile si contano 1.111 positivi sui 43.966 tamponi effettuati, l'incidenza è del 2,537%. Scende il numero degli attualmente positivi: 35.537 attualmente positivi. Per quanto riguarda invece la situzione negli ospedali, ad oggi sono 2.298 i ricoverati (+11): 1.975 in area non critica (+3) e 323 in Terapia intensiva (+8). Importante il numero dei decessi, +67 ma il dato potrebbe essere falsato dal disguido tecnico che ha avuto il sistema.

BOLLETTINO VENETO 7 APRILE ORE 8

"Abbiamo i dati da zona gialla: 0,96 rt e 168,4 di incidenza per abitante - dichiara il governatore Luca Zaia - ma ancora i negativi sui ricoveri non si vedono. Noi abbiamo pressione ospedaliera, in Veneto non c'è una curva flessa verso la discesa. C'è stata una fase di arresto di qualche giorno e poi ha ripreso. Il mese di aprile lo facciamo tutta in trincea".

Il grande punto di domanda è relativo ad Astrazeneca. "Il problema principale è quello che ci dirà Ema sull'uso di Astrazeneca - sottolinea il governatore - ma non sono molto fiducioso Il rischio concreto è che si tolgano gli under 65 se non la sospensione totale e questo ci crea non pochi problemi".

"Se prendiamo la via tedesca, lo fai solo agli over 65 - spiega - mi metto nei panni dei cittadini, qualche riserva se la fanno. Abbiamo il problema del target, io ho tutto uno spettro di popolazione che non può essere vaccinata. Noi dobbiamo rimetterci alle scelte degli scienziati, questa è una scelta tecnica. Noi per maggio abbiamo in previsione la consegna di 1mln 90 mila dosi per maggio".

Il dottor Paolo Rosi, responsabile veneto delle terapie intensive, presente al punto stampa Zaia, ha invece presentato la situazione delle Terapie intensive: "Sono 659 i letti attivi sui 1.000 disponibili ma il dato dei ricoveri sta aumentando. Dal 31 marzo abbiamo una ripresa significativa. L'andamento segue quello dei ricoveri con intervallo di una settimana. Ma non assistendo ad un calo dei ricoveri, non ci aspettiamo una flessione a breve neppure nelle intensive. Pertanto, nel giro di 8 giorni dovremmo avere 320 letti occupati da pazienti Covid positivi, con picchi di 360, come avvenne a dicembre. Si riduce, invece, la mortalità in terapia intensiva, oggi passiamo dal 44 al 35 per cento: questo è un segno importante, legato anche alla riduzione delle classi di età dei ricoverati. Sono quasi scomparsi gli 80enni".

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