Psicosi dopo il focolaio in Cina: «Il salmone è innocente»

Il nuovo focolaio scoperto nel mercato di Pechino ha fatto puntare il dito contro il salmone importato dall'Europa. Ma le evidenze sembrano eliminare ogni dubbio. I chiarimenti del virologo Fabrizio Pregliasco“

Dal pipistrello al salmone: mesi dopo le prime teorie sulle origini della pandemia sul banco degli imputati finisce una delle prelibatezze importate dall'Europa. Tutta colpa del nuovo focolaio scoperto nel mercato di Pechino che fa tremare la Cina. Secondo il South China Morning Post le importazioni di salmone dai fornitori europei sarebbero infatti state sospese dopo che sono state trovate evidenze di coronavirus sul tagliere su cui veniva tagliato il salmone nel mercato di Xinfadi.

Dall'11 al 16 giugno i dati ufficiali parlano di 137 contagi accertati. Intanto nei principali supermercati di Pechino il salmone sarebbe stato fatto sparire dagli scaffali mentre i media ufficiali cinesi rilanciavano notizie secondo cui il nuovo ceppo sembrerebbe avere somiglianze con quello europeo ed essere "diverso" da quello di Whuan. 

Coronavirus, nessuna prova per accusare il salmone europeo

Eppure secondo Shi Guoqing - vice direttore del Centro d'emergenza del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie - non ci sono prove per incriminare il salmone. "Salmone contaminato - ha detto - è stato trovato in alcuni siti interessati del mercato di Xinfadi, ma non è stata rilevata la presenza di coronavirus nel salmone prima dell'arrivo nelle aree contaminate".

"Il salmone norvegese non è all'origine della nuova ondata di contagi a Pechino" spiega ancora il ministro della Pesca, Odd Emil Ingebrigtsen, dopo un incontro tra funzionari norvegesi e cinesi che hanno concluso come sia improbabile che il salmone sia diventato un vettore del coronavirus.

"Non demonizziamolo: il salmone è innocente" spiega il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco. "Ormai Sars-CoV-2 è un virus a trasmissione umana. E se il problema in Cina è collegato a un tagliere contaminato, il responsabile non è certo il salmone".

Pregliasco spiega all'agenzia Adnkronos come è nato il 'giallo' legato alla recente nuova ondata di casi di Covid-19.

"I sospetti sono sorti perché il virus è stato trovato su un tagliere, ma a portarcelo non sono stati i salmoni. Ma come è arrivato il virus sul tagliere? Basta che un soggetto infetto e magari asintomatico non abbia rispettato le misure di prevenzione e le regole igieniche. Insomma basta uno starnuto o un colpo di tosse - sottolinea il virologo - Non ci sono segnali che i salmoni possano essere infettati dal virus, che ormai è diventato a trasmissione umana".

Da Today.it

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