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Il Pedrollo tra i leader del "Leonardo da Vinci"

È il terzo riconoscimento in 15 mesi che premia il Conservatorio di Vicenza nell’ambito della ricerca

Nuovo successo nell’ambito della ricerca internazionale per il Conservatorio di Musica di Vicenza “Arrigo Pedrollo” che, dopo la “prima assoluta” dello scorso anno, risulta tra i vincitori del Premio “Leonardo da Vinci” anche per l’edizione 2020. Si tratta del terzo riconoscimento in 15 mesi, compreso quello di maggio scorso (sempre da parte del MUR) per il progetto su Nicola Vicentino, che premia l’attività di ricerca dell’Istituto musicale berico.

“È una grande soddisfazione ottenere tre riconoscimenti in questo breve lasso di tempo, ancor più con le restrizioni che abbiamo vissuto a causa del virus. Auspico che risultati analoghi si possano ripetere e che l’interesse per la ricerca si mantenga vivo nel nostro Conservatorio, così da poter accedere a nuovi finanziamenti e ottenere ulteriori valutazioni positive dagli organi ministeriali” afferma il m° Roberto Antonello, direttore del Conservatorio.

Il Premio “Leonardo da Vinci”, iniziativa del Ministero dell’Università e della Ricerca nata per valorizzare le competenze e le capacità della ricerca italiana, vede dunque ancora una volta il Conservatorio di Vicenza quale unico istituto AFAM del Veneto e uno dei soli tre a livello nazionale ad aver avuto accesso al programma e a vincere il prestigioso bando: il “Pedrollo” è stato nominato, insieme all’“Arrigo Boito” di Parma, nella sezione dedicata ai progetti di ricerca dei docenti (Azione 1).

La categoria in questione prevede che gli insegnanti, in qualità di “visiting academic”, vengano accolti dai centri di eccellenza della formazione superiore e della ricerca mondiali per lo svolgimento di particolari attività accademiche. “Dante Alighieri: l’opera e la vita. Traduzioni e intonazioni in lingua francese dal XVIII al XXI secolo”, il progetto vicentino che ha concorso alla gara, è a cura della docente di Musica vocale da camera Elisabetta Andreani – forte di due lauree musicologiche presso l’Università e il Conservatorio di Milano e di un dottorato di ricerca all’Università di Parigi - e si propone di individuare e reperire le composizioni su testi di Dante (di cui nel 2021 ricorrerà il settecentesimo anniversario della morte) tradotti in lingua francese, a dimostrazione dell’interesse dei compositori d’oltralpe per il Sommo Poeta.

Il progetto prende spunto dal ritrovamento da parte della docente alla Bibliothéque du Conservatoire Royal di Bruxelles della melodia “Françoise de Rimini” di François Bazin, su traduzione di Emile Deschamps, e dell’opera “Dante” di Benjamin Godard su libretto in lingua francese di Eduard Blau. Il repertorio diventa quindi motivo di interazione e collaborazione internazionale, volte alla ancor maggiore diffusione e conoscenza delle opere di Dante. Il materiale reperito nell’ambito del progetto consentirà di proporre e organizzare conferenze e concerti in Italia e nei paesi francofoni. Potranno inoltre essere coinvolti in maniera trasversale studenti di Conservatori italiani ed esteri. Un nuovo traguardo che mette in luce le risorse e il ruolo di realtà universitaria in ambito musicale del “Pedrollo”.

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