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Consiglieri regionali contro Donazzan: “Chi intona inni fascisti non può rappresentare i veneti né fare l’assessore all’Istruzione”

Non si placano le polemiche sull'assessore all'istruzione dopo l'intervento a "La Zanzara" dove ha intonato "Faccetta nera", Il Pd Vicentino: "Ritiro immediato delle deleghe"

Non si placa il coro di proteste nei confronti dell'assessore all'istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan. La bassanese, intervenuta alla trasmissione "La Zanzara" aveva intonato in diretta radio l'inno fascista "Faccetta nera". Immediate le reazioni dal mondo politico. Dopo la richiesta di dimissioni, partita da alcuni consiglieri regionali di minoranza, nella mattinata di lunedì è arrivata, da parte del Partito Democratico, un'interrogazione a Zaia.

«Chi canta inni fascisti non può stare in un’istituzione e, peggio, fare l’assessore all’Istruzione. Abbiamo assistito sconcertati alla ‘performance’ di Elena Donazzan e presenteremo un’interrogazione a Zaia non solo per chiedergli di dissociarsi ufficialmente, ma per sapere se intende toglierle le deleghe, visto che lei non darà autonomamente le dimissioni. È un episodio gravissimo, purtroppo non il primo, che non può essere ancora derubricato a ricordo di infanzia o goliardata».  Ad affermarlo in una nota sono i rappresentanti del PD Veneto in Consiglio regionale, con Francesca Zottis, il capogruppo Giacomo Possamai e i colleghi Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello e Andrea Zanoni. «È assolutamente fuorviante parlare di libertà di pensiero e libertà delle persone come ha fatto la Donazzan per difendersi dalle accuse, perché il fascismo fu esattamente l’opposto: odio, razzismo e sopraffazione, il periodo più buio della storia d’Italia. La Giunta prenda le distanze, ma lo faccia sul serio, non a parole. Come può ricoprire il ruolo di assessore all’Istruzione chi rivendica le proprie simpatie per il regime fascista? Che messaggio mandiamo alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi?». 

Al coro si unisce anche  Chiara Luisetto, Segretaria Provinciale PD Vicenza:  «Se un Assessore Regionale all'Istruzione si permette di andare contro alla Costituzione, non può restare al suo posto. Siamo stati fronte e campo di battaglia di due guerre con migliaia di morti, famiglie intere decimate e i nostri paesi distrutti; abbiamo dovuto ricostruire territori, abbiamo perso memorie importanti e l'assessora si permette di infangare ancora la memoria e giocare con la sua nostalgia fascista?». L'appello di Luisetto a Zaia è che il presidente del Veneto ritiri subito le deleghe all'assessore: «Siamo in una pandemia, gravata da tre problemi sostanziali: sanitario, economico e sociale. La Donazzan ha un assessorato delicatissimo sul tema scuola e lavoro. È proprio questo il momento di dimostrare serietà e abnegazione e non fare ironia politica con rigurgiti nostalgici. Come assessora alla scuola ha dimostrato di andare contro (e non è nuova) a quanto è stabilito si insegni a scuola, ai valori italiani scritti nella Costituzione. In queste ore moltissimi sono gli insegnanti indignati dal suo atteggiamento sprezzante».

Luisetto cita anche la tesminonianza di una docente della quale, in una nota, ripotat alcune parole: «In un passaggio della telefonata alla Zanzara e parlando con una leggerezza a dir poco penosa ha affermato che a scuola sul fascismo le "avevano fatto una testa..."Ora mi chiedo come può rappresentare l'istituzione scuola dove noi quotidianamente ci impegnano nell'educazione e formazione degli alunni cercando di trasmettere loro i valori universalmente condivisi? Perché festeggiare il 25 Aprile o il Giorno della Memoria con la certezza che chi dovrebbe rappresentarci è orgogliosamente fascista?»

 

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