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Coldiretti: «Sotto scacco l’ultimo polmone verde del Bassanese»

Il presidente Martino Cerantola: «Le deroghe alla legge regionale sul consumo del suolo non possono essere la normalità. Ci attendiamo una riforma normativa veramente rispettosa del territorio»

«Tutti, o quasi, concordano sul fatto che il consumo del suolo agricolo rappresenti uno scempio, per il territorio, per l’ambiente e per la salute collettiva. Alla fine, però, chi ha interesse ad espandere la propria attività riesce a sfruttare le innumerevoli deroghe previste dalle norme in materia, per realizzare l’agognato progetto produttivo, che va sempre in contrasto con il rispetto del suolo». Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, commenta l’ennesimo ampliamento industriale che, secondo Coldiretti, priverà il Bassanese dell’ultimo polmone verde rimasto.

«Attenzione, non siamo contrari allo sviluppo, quindi alla crescita economica ed occupazionale – spiega il presidente Cerantola – ma riteniamo che tutto ciò debba prevedere azioni oculate e rispettose delle risorse che, specie di questi tempi, abbiamo compreso quanto preziose siano. Occorre tutelare le poche aree verdi ed agricole rimaste, per la salvaguardia della nostra salute e per preservare le produzioni locali, che generano anch’esse economia ed un forte indotto turistico e culturale».

I dati, a detta della Coldiretti, confermano quanto sta accadendo nel Bassanese, così come nel Vicentino, con la proliferazione ingiustificata di supermercati, che spuntano come funghi nelle aree maggiormente abitate della città.

«Nei giorni scorsi abbiamo appreso del triste primato della nostra regione – sottolinea il presidente Cerantola – che mantiene tristemente il secondo posto a livello nazionale per consumo di suolo. La difesa del patrimonio rurale e della disponibilità di terre fertili non è più derogabile. Questa necessità è diventata sempre più evidente a seguito della crisi energetica che stiamo vivendo e delle conseguenze del conflitto russo ucraino. La nuova norma recentemente varata in Veneto per regolamentare il fotovoltaico a terra, fortemente voluta da Coldiretti, va nella direzione di contenere il consumo di suolo agricolo, perché mette un freno proprio agli impianti industriali, ma rappresenta solo l’inizio di un percorso importante ed improcrastinabile».

Secondo Coldiretti, la soluzione è quella di lavorare per un reale sviluppo del nostro Paese, a partire dai nostri territori. «Per proteggere la terra ed i cittadini che vi vivono – conclude il presidente Cerantola – dobbiamo difendere il patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile, puntando ad una forma di sovranità alimentare che crei le condizioni perché il Paese diventi autosufficiente nella produzione di cibo. Occorre anche accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Senato, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio».

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