Qualità della vita, Vicenza scende di 14 posizioni: il crollo nella categoria "Affari e Lavoro"

La classifica del Sole 24 ore posiziona la provincia vicentina al 25° posto, seconda solo a quella veronese in Veneto. Gli scaligeri si guadagnano però la 4° posizione

La provincia in Veneto dove si vive meglio è Verona, che nella classifica annuale del Sole 24 ore sulla qualità della vita si guadagna la quarta posizione sotto al podio delle prime tre: Bologna, Bolzano e Trento. Per trovare un'altra veneta, bisogna scendere al 25° posto, ed è proprio quella berica. Vicenza e la sua provincia perdono però ben 14 posizioni rispetto al 2019. Effetto Covid? In effetti una new entry dello studio del quotidiano economico il parametro relativo agli effetti della pandemia sul vivere in un determinato territorio. Il Vicentino, in questo ambito, è fanalino di coda nella voce "bar", dove è posizionato al numero 103 (su 107 province) con una diminuzione delle attività a settembre 2020 rispetto a gennaio dello stesso anno del 2,26% e con un tasso di mortalità aumentato del 2,02% rispetto alla media nella variazione gennaio giugno 2020 rispetto alla media gennaio-giugno 2015-2019 (62° posto). 

Il dato che colpisce maggiormente, in una città e in  una provincia storicaménte considerata come tra le più produttive d'Italia è però quello relativo al settore "Affari e Lavoro". In questo indicatore il territorio berico sprofonda nell'abisso, precipitando dalla 24° posizione alla 72°. Altra sorpresa è quella sul parametro"Giustizia e Sicurezza". La provincia berica è al 17° posto, perdendo ben 10 posizioni rispetto al 2019 (era al 7° posto). Nell'indagine, tra segni positivi e negativi, uno in particolare piazza ve n'è uno che piazza il Vicentino in un'ottima posizione: «Siamo in assoluto i secondi più virtuosi in Italia per il minor numero di giovani NEET, ovvero coloro che non studiano e nemmeno lavorano. E' un bel segnale da cui ripartire», ricorda il sindaco e presidente di Provincia Francesco Rucco che commenta i risultati della classifica:  «E' stato un anno complesso per tutti ma lo è stato ancora di più per le regioni del Nord, ed in particolare per il lombardo-veneto, imprigionato nella stretta del Covid fin dai primi mesi del 2020. E' evidente che tutti gli indicatori sulla qualità della vita hanno risentito di questa situazione totalmente anomala. Ma il fatto che la nostra provincia abbia tenuto, soprattutto in relazione agli altri capoluoghi del Veneto, ci fa ben sperare in una pronta ripresa non appena usciti da questa lunga emergenza».

«L'anno scorso – ricorda il sindaco – il nostro territorio si era contraddistinto per un'ottima performance soprattutto nel campo della ricchezza e dei consumi, ambiti di fatto congelati dal Covid. Non a caso l'impegno dell'amministrazione è stato massimo, in questi mesi, nel promuovere iniziative per aiutare famiglie e realtà produttive in difficoltà. Ma la nostra rimane un'economia sana e il fatto che quest'anno siamo quinti in Italia nella classifica dell'export dimostra che anche nei momenti più cupi non si è mai fermata».

Non è dello stesso parere il consigliere dell'opposizione Raffaele Colombara: «Il Sole 24 Ore manda a palazzo Trissino una cartolina di Vicenza che, a quanto pare, gli attuali inquilini non hanno guardato, o non hanno il coraggio di guardare. Non sappiamo, infatti, quale film abbia visto il sindaco Rucco per avere l'impudenza di dichiarare che i risultati sono positivi: i termini più corretti per quanto riguarda i dati presentati dagli studi del Sole 24 ore sono "fallimento" e "debacle"». Per Colombara il dato sul lavoro risulta "devastante", così come quello sulla sicurezza «tema sul quale l'amministrazione Rucco ha impegnato tutta se stessa: a metà mandato (perché a questo punto siamo) scendiamo di ben 10 posizioni, in un anno che avrebbe dovuto dimostrare, al contrario, gli effetti di un lavoro sulla sicurezza e contro il degrado che evidentemente è stato solo pubblicizzato, ma mai seriamente messo in atto. Gli unici dati in cui Vicenza migliora, leggermente, sono riferibili ad aspetti in cui il Comune c'entra poco o nulla», aggiunge il consigliere, concludendo: «Rimane il solito piagnisteo di Rucco sul Covid: forse il sindaco non si è reso contro che le condizioni disgraziate della pandemia valgono purtroppo per tutti, non solo per la nostra città»

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