Coronavirus, il caso Fraron tiene ancora banco

La vicenda dell'imprenditore del Basso vicentino che positivo al Covid-19 avrebbe esposto al rischio contagio la sua comunità continua far discutere: ora della vicenda si occupano magistratura e Nas. Veronese: «si indaghi anche sul funerale cui ha partecipato il manager»

Una veduta della Laserjet di Pojana Maggiore (autore Marco Milioni)

Sarà la procura berica a stabilire se il comportamento dell'industriale vicentino Lino Fraron, abbia travalicato la sfera penale o meno. Tuttavia la vicenda, che sarebbe stata caratterizzata anche da alcuni contorni boccacceschi, di uno dei titolari della Laserjet di Pojana Maggiore che una volta contratto il virus avrebbe partecipato ad una serie di eventi con molte persone esponendole al rischio del contagio continua a riempire le cronache dei media compresi quelli nazionali. Se da una parte è il figlio del principale a stigmatizzare la condotta del padre, dall'altra l'azienda sostiene che il manager una volta saputo del possibile contagio avrebbe tenuto un atteggiamento consono alla situazione. Su questo versante però saranno le autorità sanitarie e ancor più la magistratura (la quale dispone di strumenti tecnico-giuridici unici in questo senso) a dire una parola definitiva o quasi definitiva. Per di più che a Borgo Berga stiano scaldando i motori, quanto meno per una indagine esplorativa sull'accaduto, da ore lo ripetono molti media: fra questi c'è Il Gazzettino il quale in queste ore racconta che la magistratura vicentina avrebbe affidato i primi accertamenti ai Nas. Le autorità infatti dovranno stabilire eventuali violazioni di rango penale o eventualmente di rango amministrativo delle norme di pubblica sicurezza e di saute pubblica che riguardano il contenimento del rischio sanitario

Tuttavia la vicenda in questi giorni si sta arricchendo di ulteriori dettagli. Michele Poli è il sindaco di Gambellara, comune nel quale si trova la residenza della famiglia Pontalto, una casata di imprenditori viti-vinicoli molto stimata nel comprensorio. Fra quelle mura al confine tra Vicentino e Veronese in forma privata era stata organizzata una festa alla quale avevano partecipato diversi imprenditori e qualche politico: festa cui si era presentato anche Fraron. «Il nostro comune - fa sapere Poli - quando è stato interpellato per autorizzare le deroghe in materia di temporaneo superamento dei limiti consentiti al volume della musica, si è premurato in mille modi affinché fossero adottate tutte le misure atte a contrastare possibili forme di contagio. Ed in effetti, a quanto ci risulta, la condotta degli organizzatori è stata molto scrupolosa».

Il primo cittadino poi commentando alcune foto uscite sui social network di presenti che «tra selfie e sorrisi» si sarebbero avvicinati un po' troppo gli uni agli altri aggiunge: «ragionando in termini generali, il che vale per quella festa o per gli aperitivi sui navigli a Milano, le condotte individuali sono importantissime sul piano del contrasto al contagio perché non si può pensare ad un Paese in cui ogni cittadino sia controllato da un poliziotto. Di più non saprei perché anche io ero stato invitato a quell'evento ma non ci sono andato giacché quel giorno era il mio compleanno. Ciò che posso dire è che per quanto concerne Gambellara non ci sono problemi di sorta, almeno per il momento». Non molto distante c'è la posizione della famiglia Pontalto la quale in queste ore fa sapere che c'è stata una piena collaborazione con le autorità dalle quali peraltro non sono emerse criticità di sorta anche perché l'organizzazione della festa ha seguito «parametri molto rigorosi e ligi nei confronti della norma».

Ancora diverso è il punto di vista del sindaco di Noventa Vicentina Mattia Veronese. «Il fatto che a quella festa privata a Gambellara ci fossimo il consigliere regionale Joe Formaggio ed io, il fatto che noi due si abbia un ruolo di rilievo in Fdi, quanto meno nel Vicentino, non trasforma quella festa, come qualche malalingua vorrebbe far credere, in un happening di Fratelli d'Italia sotto mentite spoglie. Né tanto meno durante quella festa si è parlato di elezioni regionali o di finanziamenti elettorali. Abbiamo parlato di enogastronomia, di territorio, di sport ma il discorso politico è rimasto fuori da quelle mura».

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Poi Veronese fa un ragionamento più da amministratore. «Onestamente, anche se comprendo certe pruderie giornalistiche, più che della festa io mi preoccuperei del funerale al quale Fraron avrebbe partecipato. Se abbiamo a cuore la sicurezza sanitaria bisognerebbe capire in quel contesto di difficile lettura chi si è avvicinato a chi, chi ha scambiato eventuali abbracci di condoglianza con chi, perché sono quelle le circostanze in cui il rischio contagio si moltiplica».

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