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Un cantiere della Spv nel Vicentino (foto di Marco Milioni)

Un cantiere della Spv nel Vicentino (foto di Marco Milioni)

Spv, disco verde per il tratto Thiene Malo

La Superstrada pedemontana veneta prosegue sul ruolino di marcia: soddisfatta Confindustria ma si addensano le incognite sul futuro dell'opera a partire dalla interconnessione con la A4

Ieri 18 giugno è entrato in funzione il nuovo tratto della Superstrada pedemontana veneta, nota come Spv, che nel Vicentino corre fra Thiene e Malo. Contestualmente ha cominciato a funzionare anche la riscossione del pedaggio alla barriera di Breganze. La Regione Veneto, che è il concedente dell'opera in via di realizzazione che dovrà connettere la provincia berica con la Marca trevigiana, ha scelto una inaugurazione molto «low profile», de facto un evento non formale, come aveva a più riprese annunciato il presidente della giunta regionale ossia il leghista Luca Zaia, non presente all'evento.

E così il padrino dell'iniziativa è divenuto Claudio Dogliani, direttore generale della società di costruzioni che per conto del consorzio Sis, sta portando avanti i lavori: Sis per inciso è il concessionario che porta in capo l'obbligo contrattuale nella forma di convenzione, di completare i lavori e gestire l'opera per quarant'anni. Mentre il nuovo varco entrava in funzione Dogliani ha spiegato che il casello «è già perfettamente operativo» e che è dotato di tutte le funzionalità per il rilevamento elettronico dei passaggi, vale a dire il Telepass. I presenti hanno parlato di soddisfazione per il prosieguo dei lavori. Più nello specifico è entrato Gaetano Marangoni, responsabile di Confindustria Vicenza per i trasporti, il quale su Il giornale di Vicenza di oggi in pagina 28 si è dichiarato soddisfatto per i tempi di percorrenza che tra «Schio e Breganze» si accorceranno sensibilmente.

Tuttavia sul futuro dell'opera si addensano molte incognite. Anzitutto l'opera è già in ritardo sul ruolino di marcia. E con ogni probabilità non sarà definitivamente inaugurata come da accordi entro il primo bimestre del 2021. Poi ci sono due nodi che al momento sembrano insormontabili. Il primo è quello del tunnel tra Malo e Castelgomberto che sembra impantanato tra problemi vari a partire da quelli geo-idraulci. In secundis c'è quello della interconnessione tra la Spv e la autostrada Brescia Padova in zona Montecchio Maggiore. Anche in questo caso la pratica è in alto mare tanto che i comitati che da anni si battono contro la Spv parlano di una macchina «pagata a carissimo prezzo» dai veneti e dagli italiani: «ma che rischia di arrivare in garage, sempre che ci arrivi, senza motore e senza gomme, per non parlare degli altissimi costi del pedaggio». E non è un caso che ieri Zaia abbia deciso di non partecipare al vernissage per il nuovo tratto della infrastruttura, sì e no una dozzina di kilommetri, tra Breganze e Malo. Nel territorio maladense per di più i resienti della zona di Vallugana continuano a lamentare i disagi dovuti alla vicinanza del quartiere. Una lamentela ben nota che di recente è stata nuovamente raccolta dal consigliere regionale di opposizione Cristina Guarda che milita nel gruppo Cpv.

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