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Caos nella sanità trentina: scoppia il caso Sara Pedri, il dirigente Benetollo si dimette

A pesare sulla decisione la conferma del primario di Ginecologia, deliberata a tre mesi dalla scomparsa della giovane dottoressa

Il direttore generale dell'Azienda sanitaria del Trentino, il vicentino Pierpaolo Benetollo si è dimesso in seguito al caso Sara Pedri, la giovane dottoressa scomparsa in circostanze drammatiche e tutt'ora poco chiare. Una scomparsa che ha sollevato il velo su una presunta situazione di mobbing all'interno del reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell'ospedale Santa Chiara di Trento. Ebbene, proprio nei giorni in cui si cercava la ragazza scomparsa il primario del reparto si preparava alla conferma del suo ruolo, conferma arrivata in via ufficiale tre mesi dopo. Una decisione che, ora che il caso è arrivato alle cronache nazionali ed all'attenzione del Ministero, appare più che mai fuori luogo.

"Si tratta sicuramente di una comunicazione tardiva" ha commentato il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti annunciando in diretta Facebook le dimissioni del dirigente. "La Giunta ha richiesto chiarezza su questa vicenda, Benetollo ha informato l'assessorato di una situazione di cui non eravamo a conoscenza" ha detto. La delibera che conferma il primario alla guida dell'Unità di Ginecologia è del 7 giugno. Sara Pedri è scomparsa il 4 marzo, il giorno dopo essersi licenziata. In quei giorni ancora non si sapeva quello che sarebbe venuto a galla solamente con le inchieste giornalistiche, in primis del programma "Chi l'ha visto?", che ha portato il caso alle cronache nazionali.

Fugatti ha comunicato che la Giunta, ora, "deciderà il da farsi", ma è chiaro che le dimissioni di Benetollo saranno accettate, non senza creare scompiglio all'interno del mondo della Sanità trentina. "Confermiamo la totale bontà del lavoro svolto dal dottor Benetollo - ha sottolineato il governatore - le cui qualità di dirigente sono risultate evidenti nei mesi cruciali della pandemia, alla Giunta e, crediamo, a tutti i trentini". Lo stesso Fugatti ha fatto notare che il caso è esploso solamente attorno al 10 giugno, quindi dopo la delibera dell'Apss. Le testimonianze di diverse operatrici del reparto, tuttavia, descriverebbero una situazione di stress, umiliazioni e prevaricazioni che durava da tempo. Resta da capire, ora, quali provvedimenti saranno presi all'interno dell'Unità di Ginecologia, oggetto di un'imminente ispezione ministeriale.

fonte (Trentotoday)

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