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Sabato, 25 Giugno 2022
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Siccità e pericolo incendi nei boschi, Zaia: "Lo stato di emergenza è fondamentale"

Il grande caldo non accenna a diminuire. L'agricoltura rischia il collasso e il livello dei fiumi non è mai stato così basso. Per il presidente della Regione Veneto non c'é all'orizzonte un'ordinanza regionale, semmai "una serie di indicazioni sul consumo responsabile dell'acqua"

Prevenire è meglio che curare, anche perché, in certi casi, non c’è rimedio. E così la natura restituisce con gli interessi agli uomini gli effetti del riscaldamento globale, ormai ritenuto dalla comunità scientifica il maggior responsabile del cambiamento climatico. La foto di Stefano Maruzzo, diventata virale nel web, immortala un paesaggio infernale. La desolazione del Brenta nei pressi di Friola di Pozzoleone non ha bisogno di commenti: manca l’acqua e il sole brucia tutto. A parlare sono i numeri, per esempio quelli dell’ultimo rapporto di Legambiente, che segnala come  negli ultimi quattro anni in Italia siano avvenuti circa 700 eventi estremi (come siccità e alluvioni): più del doppio di quelli di tutto il decennio precedente. E l’emergenza sembra non essere destinata a finire in breve tempo. L’ultimo bollettino Arpav segnala infatti che l’Anticiclone Subtropicale Africano continuerà ad estendersi verso le nostre latitudini almeno fino a venerdì, le caratteristiche meteorologiche salienti saranno le temperatura sopra la media e l'afa sulla pianura e nelle valli specie da metà settimana in poi. A Vicenza, secondo le previsioni di 3B Meteo, parlano di sole e gran caldo per tutta la settimana, con marcata sensazione afosa durante le ore serali e notturne in città, che accentuerà il disagio fisico. Temperature massime comprese tra 33 e 35°C, minime prossime ai 20-22°C. Non piove e non pioverà. Nei primi 15 giorni di giugno sono caduti mediamente sul Veneto 33 mm di precipitazione. Pertanto a metà mese è caduto circa un terzo degli apporti attesi a fine mese. “Nel mese di maggio 2022 sono caduti mediamente in Veneto 64 mm di precipitazione; la media del periodo 1994-2021 è di 117 mm (mediana 97 mm)”,  scrive l’Arpav nel suo ultimo rapporto. 

"Lo Stato d'emergenza è fondamentale perché così si entra in uno status giuridico che prevede una serie di procedure specifiche. Sono stato il primo a farne richiesta due mesi fa, ora vedo che i colleghi si sono allineati. In questa fase più acuta è necessario che venga riconosciuto", ha detto stamani il presidente del Veneto, Luca Zaia, in merito ai possibili provvedimenti del Governo per risolvere il problema della siccità. Zaia è tornato anche a ribadire l'importanza di rinegoziare il Pnrr "per far fronte alle emergenze idrica, alimentare e energetica. L'articolo 21 ci consente di farlo, piuttosto che utilizzare i fondi per andare a cromare i guardrail - ha concluso - forse è più sensato investire una parte delle risorse in azioni sostenibili forti".

Nel frattempo la protezione civile ha già dichiarato lo stato di “grave pericolosità” per incendi boschivi nelle province di Vicenza, Padova, Rovigo e Verona. “Fino alla comunicazione di revoca dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, sono pertanto vietate tutte le operazioni che possono creare pericolo o possibilità di incendio in aree boscate, cespugliate o arborate, e comunque entro la distanza di cento metri dai medesimi terreni”, spiega una nota. 

La terra ha sete e anche i fiumi soffrono. E anche Confagricoltura lancia l’allarme per salvare i raccolti e la produzione alimentare a causa di una siccità che richiede interventi straordinari Si fa infatti drammatica la situazione nel bacino padano, “giacimento” del “made in Italy” agroalimentare, ma dove, nella perdurante assenza di piogge, si è ormai alla vigilia di scelte drastiche per garantire una portata del fiume Po, sufficiente ai prelievi ad uso potabile ed a contrastare la risalita del cuneo salino, che sta alterando gli equilibri ambientali nel delta, inaridendo i territori. Per quanto riguarda gli altri bacini fluviali della nostra regione, l’ultimo bollettino dell’Anbi, riferito allo scorso 31 maggio, riporta valori di portata nettamente inferiori alle medie storiche (1994 – 2020). L’Adige a Boara Pisani registra -57%, il Po a Pontelagoscuro -67%, il Brenta a Barziza -63%; il Bacchiglione a Montegalda -77%. Alcuni consorzi di bonifica hanno avvertito gli agricoltori che non sono certi di garantire la disponibilità irrigua in tutto il territorio.

Oltre alla carenza idrica preoccupa la risalita del cuneo salino lungo i fiumi Adige, Po e Tagliamento, che comporta valori di salinità molto elevati, tali da richiedere, specie nei momenti di alta marea la chiusura delle derivazioni irrigue.

A soffrire è anche la fauna ittica. Nella giornata di martedì la polizia provinciale ha recuperato 100 chili di pesci dal torrente Poscola e li ha liberati a valle, sul fiume Retrone a Creazzo. Inoltre la moria di pesci riscontrata a fine maggio sul Bacchiglione, nella località di Ponte di Debba, è stata ricondotta alla riduzione dell’ossigeno presente nell’acqua. A certificarlo sono le verifiche ambientali realizzate da Arpav che, sulla base delle attività in loco e delle analisi di laboratorio, hanno escluso la presenza di contaminazioni e ricondotto il fenomeno all’elevata temperatura e alla concomitante ridotta portata dei fiumi causata dalla prolungata siccità. Tali fattori hanno determinato condizioni di stress per la fauna ittica, che hanno plausibilmente portato alla moria di alcune specie nel Bacchiglione. La relazione di Arpav evidenza che dalle analisi dei campioni prelevati in vari punti del fiume Bacchiglione si confermano valori di ossigeno, in particolare, e di azoto ammoniacale non ottimali rispetto agli standard di qualità delle acque destinate alla vita di pesci.

La situazione, insomma è grave. E se non fosse una leggenda, bisognerebbe ricorrere alla danza della pioggia. "Questa situazione viene risolta solo con le precipitazioni", ha concluso Zaia, che ha spiegato come non ci sia all'orizzonte un'ordinanza regionale, semmai "una serie di indicazioni, una sorta di decalogo sul consumo responsabile dell'acqua. Ora il meteo ci fa ben sperare, mi auguro solo che l'arrivo della pioggia non porti bombe d'acqua e magagne a cui dover far fronte".

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