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Lunedì, 4 Luglio 2022
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Bretella dell'Albera, un ritardo di 24 mesi

Il comitato che al Villaggio del sole da anni lamenta l'assenza di un collegamento alternativo tra uno dei quartieri più importanti del capoluogo e la frazione di Moracchino, punta l'indice su Comune, Anas e appaltatori: «La nostra vita è un inferno, alla faccia del Veneto mitico ed efficiente alfiere del Nordest»

Il 21 di marzo cade il quarto anniversario dell'inizio dei lavori della bretella che dovrebbe connettere viale del Sole alla provinciale 46 per Schio in zona Moracchino. È un tratto lungo appena cinque kilometri, utile a sgravare la zona dell'Albera dalla congestione dei mezzi. Eppure l'opera, che si sarebbe dovuta ultimare nel 2020 è ancora in alto mare. Per questo motivo proprio i residenti della zona Albera, che da oltre vent'anni lamentano «traffico, gas di scarico venefici, rumori da esaurimento nervoso e danni alla salute dovuti al passaggio dei tir» si dicono stufi. Tanto che il loro comitato, oggi 19 marzo, al mercato rionale del Villaggio del sole ha organizzato un sit-in e un presidio per sensibilizzare le istituzioni.

LA COMPENSAZIONE
L'opera in progetto, che doveva costituire una sorta di compensazione garantita dallo Stato a Vicenza per i disagi e i mal di pancia patiti dalla popolazione a causa della realizzazione della caserma Ederle bis a nord del capoluogo, era stata affidata all'Anas. La quale a sua volta aveva bandito la gara, poi assegnata ad un raggruppamento privato di imprese tra cui spiccano il consorzio Integra di Bologna e la vicentina Icm-Maltauro.

L'IMPEGNO SOLENNE
Proprio il 21 marzo del 2018 a palazzo Trissino a Vicenza, sede dell'amministrazione comunale, l'allora presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, l'allora sindaco berico del Pd Achille Variati, il presidente della Regione Veneto il leghista Luca Zaia e Cristina Franco, all'epoca sindaco di Costabissara, municipalità confinante coinvolta nel progetto, si impegnarono «solennemente». Una promessa proferita giustappunto all'inizio dei lavori, affinché i cantieri durassero appena il tempo stabilito, ossia due anni.

IL MALUMORE INFINITO
Frattanto ne sono passati altri due «e senza che ci siano state fornite spiegazioni decentemente plausibili - accusano i residenti - i lavori vanno a rilento». Da mesi le polemiche si susseguono. L'Anas è stata più volte presa di mira perché non avrebbe vigilato a sufficienza rispetto alla condotta degli appaltatori e dei subappaltatori. Anche Integra e Icm sono finite nel mirino dei residenti. I quali si chiedono se le due società «abbiano davvero un expertise adatto per la realizzazione di opere stradali». Ma anche il Comune di Vicenza da anni non è immmune da critiche. «Che cosa hanno fatto le amministrazioni in questi anni per controllare lo stato di avanzamento dei lavori?». Si tratta di frecciate che a ruota sono state inviate sia nei confronti della precedente giunta di centrosinistra, sia nei confronti dell'attuale sindaco Francesco Rucco che invece è a capo di una maggioranza di centrodestra. «Chi vive in una delle aree più popolose della città non può continuare a essere martoriata dal traffico, dai suoi gas e dai danneggiamenti sulle abitazioni a causa del passaggio dei camion» fa sapere il consigliere del Pd Giovanni Rolando, che dalla fine degli anni '90 conduce una dura battaglia a fianco del comitato.

Fiorenzo Donadello, uno dei volti storici del comitato, parla di vero e proprio scandalo. E ai microfoni di Vicenzatoday.it spiega di non trovare altri termini per definire la querelle nata attorno ai ritardi «rispetto ad un'opera che ricordiamo a tutti è attesa da ameno un ventennio. La nostra vita è un inferno. Alla faccia del Veneto mitico ed efficiente alfiere del Nordest». La situazione pertanto rimane tesa. Lunedì il comitato si metterà nuovamente in moto ed esporrà le sue ragioni in corso Palladio, sotto l'ufficio del primo cittadino.

ASCOLTA L'AUDIO-INTERVISTA A FIORENZO DONADELLO

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