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Omicidio Pretto, Zanoni bacchetta gli inquirenti

Il consigliere regionale trevigiano svela che il fratello della vittima dal 2017 non riceve notizie da chi indaga sulla morte del boscaiolo freddato in circostanze ancora avvolte nel mistero

Il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni sotto il palazzo di giustizia di Vicenza (repertorio Today.it, foto Marco Milioni)

«Un altro anno è passato, e sono ormai quattro, ma l'assassino di Mauro Pretto è ancora sconosciuto. Più passa il tempo e più sembra certo che questo brutale omicidio rimarrà impunito». È quanto afferma Andrea Zanoni, presidente della commissione legalità a Palazzo Ferro Fini e consigliere regionale del Partito Democratico in una nota diffusa ieri nella quale ricorda «il boscaiolo amico della natura e degli animali ucciso a Zovencedo sulla porta di casa» nella notte tra il 12 e 13 maggio 2017 da un colpo di fucile sparato al petto.

«Ho sentito oggi il fratello Diego, in questo triste anniversario: non ha più più notizie dagli inquirenti dal settembre 2017, quando ci fu anche una grande fiaccolata a Vicenza, a piazza Castello,  per chiedere giustizia a quattro mesi esatti dalla morte». Poco dopo c'è una critica diretta rivolta alla magistratura e agli inquirenti. «È dura  sopportare il peso di non sapere chi e perché ha giustiziato il fratello Mauro. Tuttavia non si rassegna e intende avvalersi di un nuovo legale per andare a fondo della questione. Ribadisco la mia vicinanza a lui, alla compagna Anna Maria e agli amici. C'è un senso di impotenza che fa male. Così come fa male il silenzio da parte delle istituzioni, a partire dalla Regione Veneto: nessuno ha mai speso una parola su questo delitto».

Tuttavia Zanoni va oltre: «Due anni fa incontrai presso il Tribunale di Vicenza l'allora procuratore capo, il dottor Antonino Cappelleri oggi a Padova, per parlare della vicenda: mancavano ancora una matrice e un movente utile agli investigatori. Da allora che cosa è cambiato? Hanno indagato anche i carabinieri del Ris, però non sappiamo niente. Capisco non sia semplice: chi ha sparato ha utilizzato un fucile da caccia ma, grazie a una Regione Veneto troppo vicina alla lobby venatoria, solo in provincia di Vicenza sono oltre ottomila i soggetti autorizzati a circolare armati per gli abbattimenti di determinate specie anche in orari notturni, decisamente troppi. L'unica certezza è che non dobbiamo permettere che questo omicidio venga definitivamente dimenticato. Mauro non c’è più e un assassino che gira indisturbato tra paesi e città del Veneto. Mi appello nuovamente a chi sa qualcosa: non siate complici di un omicida che, come ha ucciso una volta, potrà farlo ancora».

Rimane da capire a questo punto come intenda muoversi il fratello della vittima. Da quanto trapela a Borgo Berga il fratello non essendosi costituito parte offesa nel procedimento penale in corso, formalmente non avrebbe titolo per essere messo a parte del prosieguo delle indagini. Lo scenario potrebbe cambiare in futuro. Se a Diego Pretto infatti sarà permesso di accedere al fascicolo lo scenario potrebbe mutare radicalmente. Il grosso delle informazioni trapelate in questi anni sui media chiaramente proviene dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. Vicenzatoday.it aveva più volte approfondito la vicenda, di quello che è stato ribattezzato come un vero e proprio cold case, il 16 maggio 2017, il 30 maggio 2017, il 10 settembre 2017, il 13 maggio 2018, il 23 maggio 2019, nonché il 12 maggio del 2020. «A tempo debito - fa sapere ancora Zanoni ai taccuini di Vicenzatoday.it - su questa vicenda darò conto di alcune riflessioni personali sulle quali ho meditato a lungo in questi mesi».

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