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«Washington la smetta di destabilizzare il Medio oriente»

Durante il presidio di venerdì davanti la base Usa vicentina in viale della Pace sono fioccate le critiche all'indirizzo dell'amministrazione Trump

«L'intervento Usa che ha portato alla uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani rischia di destabilizzare ancora di più la regione il Medio oriente invece, i cui equilibri da tanto tempo sono instabili, per usare un eufemismo, ha bisogno di diplomazia e di pace». Sono le parole di Marco Zilio, volto noto del centro sociale il Bocciodromo di Vicenza che ieri 10 gennaio ha spiegato in questi termini la protesta organizzata alle 18,30 proprio dai ragazzi del bocciodromo davanti all'ingesso principale della caserma Ederle, la base Usa di Vicenza, in viale della Pace. Ai microfoni di Vicenzatoday.it Zilio ha poi spiegato che occorre ricordare come «Vicenza sia una servitù militare piena di soldati americani» i quali potrebbero prima o tardi partire «per una guerra», il riferimento velato è a un possibile conflitto con l'Iran, «che devasterebbe ancora» la regione del Golfo persico. Si tratta di parole dure nei confronti della amministrazione del presidente americano Donald Trump, che per vero non sono molto dissimili da quelle riecheggiate in mezza Europa.

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E per vero, pur su un piano diverso, le parole dei ragazzi del Bocciodromo trovano una autorevole conferma in quelle di Alberto Bradanini, già ambasciatore italiano in Cina, noto anche per la sua opera divulgativa, il quale due giorni fa intervistato sul canale Youtube di Pandora Tv aveva detto senza mezzi termini che l'Italia non dispone «di quella indipendenza politica ed economica» poiché il Paese è «colonizzato dagli Stati uniti d'America che hanno più di cento siti militari sul nostro terriorio nonché una novantina di testate nucleari tra Ghedi nel Bresciano ed Aviano in provincia di Pordenone» mentre sul piano economico l'Italia è soggetta «alle politiche fiscali e di austerità imposte dalla Germania nella zona dell'Euro», per cui il Belpaese in queste condizioni non potrà mai condurre «una politica estera minimamente consistente». 

La manifestazione ieri si è svolta pacificamente davanti ad un trentina tra poliziotti, carabinieri e vigili urbani, anche se per una ventina di minuti il traffico in direzione Padova è rimasto bloccato. Le forze dell'ordine poco dopo le 18,30 hanno registrato anche l'unico episodio di concitazione. Un automobilista dopo aver etichettato uno dei manifestanti è stato a sua volta preso di mira. Uno degli attivisti ha sferrato un calcio alla sua auto rompendone uno specchietto retrovisore. Ne è nato un brevissimo alterco immediatamente rientrato proprio grazie all'intervento della Digos.

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