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Blue Rimmel: cuore rock e anima punk

Il concerto della band tutta al femminile al Miles Davis ha mostrato un gruppo che potrebbe riservare delle sorprese nella prossima uscita discografica e che sembra segnare il passaggio da un power-pop casalingo a un indie-punk più strutturato

Prima di chiedersi cosa sia il punk bisognerebbe chiedersi se c'è ancora qualcuno a cui interessi saperlo. Non c'è più l'iconografia punk. Essa si è mescolata con molti altri stili e sensazioni. Il punk, da ex cultura giovanile, è diventato un'attitudine per qualsiasi età e dimensione sociale. Ma il punk è molto lontano dall'essere uno stile di vita settario e dai canoni rigidi. Uno può essere punk anche se non ha mai messo un paio di anfibi. Il punk è una componente del caleidoscopico mondo in cui viviamo.

Anche nella musica è ormai difficile appiccicare un'etichetta, per buona pace di critici e puristi. E pezzi che mancano di struttura punk, come The Grudge dei ToolsTi sei mai chiesto quale funzione hai? di Franco Battiato  possono essere considerati punk. Parafrasando Lester Bangs, ll punk è un'attitudine, non uno stile musicale o formale. Identifica il modo in cui si fanno le cose: scrivere può essere punk, così come girare un film. E' uno stile di vita. Così come lo è andare a mangiare a San Valentino in una trattoria nella zona ovest di Vicenza e trovarsi sul piatto 60 grammi di maccheroncini al ragù bollente perché riscaldato troppo nel microonde.

E così come lo è andare a vedere le Blue Rimmel, band tutta al femminile vicentina la cui attitudine "punk" si sta manifestando in un modo originale, sia nel mood che a livello musicale. Le ragazze sono tipe da festa, è innegabile, e i loro concerti fanno muovere molto di più i piedi (tenendo conto che siamo a Vicenza e i vicentini non sono famosi per essere gran scatenati ai concerti) rispetto a un passato segnato da un pop acerbo e un po' adolescenziale (il gruppo ha nove anni di vita). Ma è un muovere i piedi - e questo fa parte dell'attitudine punk, che fa muovere anche il cervello, senza che i testi debbano per forza parlare di massimi sistemi o di minimi ma feroci sistemi. Oppure parlando di quest'ultimi senza retorica. 

Nella performance al Miles Davis di Polegge di sabato 14 febbraio le Blue Rimmel hanno dimostrato di saper creare un'atmosfera, proprio come il famoso vecchio claim del simil-brandy italiano. Basso e batteria hanno creato una solida sezione ritmica che sta per arrivare a un'amalgama che in futuro permetterà qualche virtuosismo in più; la chitarra, per quanto ancora un po' timida, ha scelto la strada di un suono più ruvido, con qualche eco dei primi Siouxsie and the Banshees; la voce si sta tarando su un misto di suadente tristezza e di giusta forza interpretativa. Il tutto condito, nella performance, da un lavoro di mixer indiscutibilmente manovrato da mani esperte. 

Tutti questi elementi probabimente troveranno spazio sul loro prossimo disco, ora in fase di missaggio, che ha visto la luce in una sala prove di Longare che iconograficamente si potrebbe paragonare senza pudore al ritiro dei Cccp nella campagna emiliana per produrre il loro ultimo disco ufficiale. E se qualcuno storcesse il naso per questi paragoni, la risposta sta in quel battito di ciglia (blu) che è il punk, perché l'immagine nasconde sempre qualcosa di più profondo, diceva  un vecchio punk. Out of the blue (rimmel) and into the punk 

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