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Domenica, 5 Febbraio 2023
Attualità Sandrigo

Bacino sull'Astico: ancora bordate dai comitati

La rete ecologista dell'Est vicentino torna bersagliare l'opera cara alla Regione Veneto (35 milioni la spesa preventivata) dopo la pubblicazione del progetto esecutivo: il quale secondo gli attivisti acuisce le criticità ambientali e i problemi di invasività già segnalati in passato pure dagli enti locali

Il giorno 11 novembre è stato pubblicato il progetto esecutivo per la realizzazione del bacino di laminazione e contenimento delle acque sul torrente Astico che interessa i territori di Breganze, Sandrigo e Montecchio Precalcino. «Il progetto esecutivo presenta modifiche sostanziali rispetto al progetto definitivo approvato nel 2016 e contestato dalle amministrazioni e dai comitati civici del territorio: modifiche che riguardano le arginature, i manufatti di presa e di restituzione dell'acqua, gli interventi in alveo e nella zona di deposito dei limi, gli interventi per la messa in sicurezza dell'ex discarica presente in sito, che comunque non verrebbe rimossa, come invece lasciavano intendere alcune dichiarazioni da parte di tecnici della Regione Veneto». È questo l'incipit di una nota diramata ieri 9 dicembre dal «Laboratorio Astico Tesina e dal Coordinamento tutela territorio Breganze. I due gruppi ancora una volta entrano nel merito di una querelle che nell'Est vicentino tiene banco da mesi.

LA PIANIFICAZIONE
«Il bacino di laminazione sul torrente Astico - si legge - rientra nella pianificazione regionale per la sicurezza idraulica e geologica, risalente al 2011. Pianificazione che prevede la realizzazione di diverse grandi opere di laminazione lungo i fiumi del Veneto. Nel caso specifico, lungo il torrente Astico sono previsti quattro interventi: a Meda di Velo d'Astico), due contigui a Breganze e Sandrigo, uno più piccolo a Marola di Torri di Quartesolo, per una capacità di invaso complessiva di 19 milioni di metri cubi d'acqua».

4,8 MILIONI DI METRI CUBI
Appresso c'è un'altra considerazione: «La sola opera finanziata e in fase di progettazione avanzata è il primo stralcio del bacino di Breganze e Sandrigo: si tratta di 4,8 milioni di metri cubi di invaso stimati per circa 35,5 milioni di euro di spesa. Fin dal 2015 amministrazioni e settori della cittadinanza - si legge ancora - segnalano pubblicamente gravi criticità e limiti del progetto. Al contempo ne denunciano la natura esclusivamente ingegneristica che va a discapito del potenziale ecologico e sociale del luogo, oggi un'ampia area rinaturalizzata lungo il corso del torrente».

LA CONTRARIETÀ
Poi la chiusa: «Nelle circostanze attuali torniamo a esprimere la nostra contrarietà all'attuale progetto per il bacino di Breganze, Sandrigo e Montecchio Precalcino. Non contrarietà indiscriminata a qualsiasi opera di laminazione nell’area individuata, ma a uno specifico progetto, sviluppato senza alcun coinvolgimento del territorio, non risolutivo, costoso e altamente impattante. Pertanto torniamo a chiedere alle istituzioni competenti l’apertura di un tavolo di confronto con le amministrazioni locali e i gruppi della cittadinanza, per la definizione di soluzioni concertate all'indispensabile tema della sicurezza idraulica, strettamente connessa a questioni quali la crisi climatica e il consumo di suolo, e al contempo per la salvaguardia e la valorizzazione dei nostri ambienti fluviali». Nell'agosto del 2021 il progetto era stato criticato anche dalla consigliera regionale di Europa verde Cristina Guarda.

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