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Arriva il coprifuoco in Veneto: tutte le contraddizioni del lockdown light

Dall'autocertificazione dopo le 22, alle passeggiate con i cani. Per adesso la regione è in zona gialla e Ooggi entra in vigore un decreto ministeriale che contiene in sé molte domande che riguardano la vita di tutti i giorni dei cittadini. E chiarisce davvero poco

Oggi venerdì 6 novembre 2020 entra in vigore il Dpcm che certifica la divisione dell'Italia in zone rosse, arancioni e gialle. In queste ultima, la gialla, rientra la regione Veneto. Eppure, anche se il decreto ministeriale è stato emesso tre giorni fa e mentre oggi si attende una circolare interpretativa del ministero dell'Interno molti sono ancora i lati oscuri del lockdown light proclamato dal governo Conte. Vediamone alcuni. 

Nuovo Dpcm, regole incomprensibili e contraddittorie

Il primo punto è la questione dell'autocertificazione: non è ancora del tutto chiaro quando serve nelle zone rosse, arancioni e gialle e in quali circostanze è necessario averla o se ne può fare a meno. Di certo c'è che è necessaria per giustificare eventuali spostamenti per lavoro, necessità e urgenza da e per una regione rossa o all’interno dello stesso territorio. E non serve in caso di passeggiate o attività motoria ma l'utilizzo dell'autocertificazione va ad incrociarsi con il coprifuoco dalle 22 alle 5: l'associazione animalista Oipa in un vademecum sugli animali ha scritto che è consentita la passeggiata con il cane come nei precedenti mesi sottoposti a limitazioni per l'emergenza sanitaria. Ma se prima di questa fascia oraria si è al lavoro, bisogna portare fuori il cane muniti di autocertificazione e indicando i motivi (es. attività lavorativa) per i quali non si è usciti prima. Secondo Repubblica invece dopo le 22 non è semplicemente consentito portare a spasso il cane e quindi compilare un'autocertificazione non servirà a evitare multe. 

La passeggiata attorno all’isolato, senza alcun limite orario, era una delle poche cose consentite anche durante il lockdown generale. Il dpcm non ne fa alcun cenno ma, visto che in questi territori, alle 22 scatta il coprifuoco ma dalle 5 del mattino a quell’ora i movimenti sono liberi si ritiene che le uscite con gli animali debbano avvenire tra le 5 e le 22 e non dopo.

C'è poi la questione della possibilità di invitare a casa amici e parenti a cena, che pare risolta dal fatto che il coprifuoco è stato indicato alle ore 22. Risolta nel senso che non sarà vietato di fatto anche se non esplicitamente. Ma è consentito? Parrebbe di sì, anche se è sconsigliato:  nello stesso testo del Dpcm, alla lettera n) del comma 9 dell'articolo 1, la formula presente è quella dello scorso decreto: "Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi". 

Ecco quindi che in attesa della circolare interpretativa del Viminale, l'interpretazione corretta è questa: è fortemente raccomandato non ricevere conviventi a casa (ma non è vietato farlo) e se si ricevono è di nuovo "fortemente raccomandato" usare la mascherina. Eppure, come si spiegava all'epoca in cui si discuteva dell'opportunità di vietarlo, il contagio familiare o amicale è uno dei più attivi nella seconda ondata dell'epidemia di coronavirus.

Tutti i lati oscuri di un lockdown light

Altri lati oscuri del lockdown light vengono oggi raccontati da Repubblica: il dpcm non chiarisce se è possibile andare a curare l'orto o il giardino che si trovano in un comune diverso rispetto a quello di residenza. In primavera, alla riapertura dopo il lockdown, era stato consentito dando un’interpretazione allargata dello stato di necessità per non far perdere le colture di orti e giardini. E ancora: il divieto di andare a cena fuori del Dpcm 24 ottobre era facilmente aggirabile prenotando una stanza in un albergo per poi cenare nel suo ristorante, visto che il decreto ministeriale consentiva di tenerli aperti. Il tenutario di un hotel di Macerata aveva infatti provocatoriamente invitato i clienti a prenotare gratis la stanza per usufruire del servizio ristorante. 

In questo Dpcm, che prevede la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione nelle zone arancioni, ci si limita a specificare che è consentita la sola ristorazione a domicilio e l’asporto escludendo gli hotel. E questo, riferisce il quotidiano, ha fatto scatenare la protesta degli albergatori pugliesi che hanno fatto rilevare come, se il divieto fosse esteso anche a loro, i clienti di un hotel non potrebbero avere servita neanche la prima colazione. Infine c'è la domanda delle domande: "Chi controlla che la capienza dei mezzi pubblici sia ridotta al 50 %? Si può salire sempre su un bus?". Il Dpcm riduce la capienza dei bus ma non dice chi deve controllare se la regola del 50% è stata rispettata o meno. E questo non può che apparire come un modo di dire "Ok, la regola c'è ma non serve rispettarla". 

Cosa si può fare e non fare nelle zone rosse, arancioni e gialle

Nella zona gialla, quindi in Veneto, sono "consentiti gli spostamenti anche fuori Regione, purché le Regioni accanto siano nella stessa zona rischio moderato. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi". La capienza dei mezzi pubblici è dimezzata al 50% e musei, mostre, corner per giochi e bingo (in bar e tabaccherie) sono chiusi. Nella zona gialla e nella zona arancione "i centri commerciali (sono) chiusi nei giorni festivi e pre-festivi, ma rimarranno aperti negozi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole collocati al loro interno" e c'è la "didattica a distanza al 100% per tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e terza media"; oltre a questo:

  • nella zona arancione è "vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute";
  • nelle zone arancioni e rosse  "bar, ristoranti, locali, pub, gelaterie e pasticcerie" sono "chiusi sempre, ma potranno continuare a vendere cibo da asporto (fino alle 22) o consegnarlo a domicilio";
  • sempre nelle zone arancioni e rosse i negozi sono "chiusi, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali;
  • anche i mercati sono "chiusi, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari";

Questi invece sono i provvedimenti che riguardano esclusivamente le cosiddette zone rosse: 

  • è "vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni e anche tra Comuni e Province della stessa Regione, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute";
  • i centri commerciali sono "chiusi, ma rimarranno aperti negozi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole collocati al loro interno";
  • c'è la didattica a distanza al 100% per tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e per le seconde e le terze medie;

Nelle zone arancioni e rosse sarà sospesa l'attività di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie mentre sarà possibile la consegna a domicilio. Nelle zone arancioni sarà possibile anche utilizzare mense e catering. Nelle zone gialle invece le attività di ristorazione e i bar potranno restare aperti fino alle 18. L'asporto è concesso ovunque fino alle 22. Nelle zone gialle e arancioni si chiudono i centri commerciali nei festivi e nei prefestivi, mentre in quelle rosse tutti i negozi al dettaglio rimangono con la serranda abbassata. Le regole, come in altre occasioni, non valgono per alimentari, farmacie, edicole, parrucchieri e barbieri. 

Per quanto riguarda gli spostamenti, nelle zone gialle non ci sono divieti ma raccomandazioni. In quelle arancioni si vietano gli spostamenti da una regione all'altra o da un Comune all'altro se non per comprovate ragioni di necessità che vanno autocertificate

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