Domenica, 16 Maggio 2021
Attualità

I pozzi barriera alla Miteni per la gran parte «sono in funzione»

Lo sostiene l'Arpa Veneto che ha risposto ai dubbi sulle barriere anti Pfas sollevati dai comitati e dal consigliere regionale Cristina Guarda

Una manifestazione «No Pfas» a Trissino (repertorio, foto Marco Milioni)

Sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria Arpav ha continuato la propria attività di tutela ambientale. Tra le attività svolte vi sono i sopralluoghi all'ex sito Miteni. Ne sono stati effettuati due, uno il 20 marzo e il secondo venerdi 10 aprile, entrambi con esito positivo. I sopralluoghi avevano lo scopo di verificare il funzionamento e lo stato di manutenzione della barriera e acquisire informazioni sulla gestione generale del sistema di trattamento delle acque emunte dalla barriera medesima. È questo l'incipit di una lunga nota diramata ieri 16 aprile con la quale l'Arpa Veneto replica alle critiche mosse alla agenzia ambientale dal consigliere Cristina Guarda (Civica per il Vento) e dal coordinamento ecologista delle «Mamme no Pfas» le quali alcuni giorni fa avevano messo pesantemente in forse il funzionamento dei pozzi barriera che al momento mitigano la contaminazione da derivati del fluoro che Arpav stessa, assieme ad altri, addebita proprio alla Miteni, una industria chimica di Trissino nell'Ovest vicentino da anni al centro di una querelle ambientale senza fine. «I 44 pozzi al momento dei sopralluoghi - si legge nella nota - erano in gran parte in funzione... Inoltre nelle ultime tre settimane sono stati eseguiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ad alcuni pozzi che presentavano qualche problema di funzionamento allo scopo di ripristinarne la funzionalità:... cinque nel primo sopralluogo», mentre nel secondo sopralluogo i pozzi barriera con problemi, si legge sempre nel dispaccio risultavano due.

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