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Yale Stock Trading Game, un bassanese sul podio

Lo studente di Finance si è classificato secondo in una competizione alla quale hanno preso parte 524 studenti provenienti dalle università del network GNAM

C’è stato anche un momento di suspense quando, durante l’ultima transazione, un problema di connessione ha instillato in Andrea Bortolini il dubbio che l’operazione non fosse andata a buon fine. Invece, per fortuna, non è stato così e Andrea, studente 22enne di Bassano del Grappa iscritto al primo anno del corso di laurea magistrale in Finance all’Università Bocconi, è riuscito a cogliere un prestigiosissimo secondo posto allo Yale Stock Trading Game, organizzato nell'ambito del network GNAM (Global Network for Advanced Management) che include 32 business school di diversi continenti, paesi, culture ed economie.

Un game al quale hanno partecipato oltre 500 studenti provenienti da 12 università del network (ESMT, Koc, Lagos, Oxford Said, Universty of British Columbia, AIM, Fudan, Renmin, IIM Bangalore, Hitotsubashi, oltre alla Bocconi e alla stessa Yale), che dopo una serie di “tagli” sono rimasti in 80 a giocarsi i posti sul podio. Podio ovviamente virtuale, come del resto tutta la competizione. “Il punto di partenza era comune”, spiega Andrea, “stessi soldi e stesse azioni. Obiettivo fare transazioni con gli altri partecipanti e ottenere il rendimento maggiore”.

Una sorta di tutti contro tutti, durante il quale, “mi sono tornati molto utili i corsi di game theory fatti in Bocconi”, dice ancora lo studente. Ma anche la passione per il mercato azionario, argomento approfondito anche al di fuori delle ore di studio, “e la capacità di comprendere gli aspetti psicologici, capire come ragionano le persone e saperlo sfruttare a proprio vantaggio”.

Un altro aspetto che ha determinato il grande risultato di Andrea è stato di natura strategica: “Con i soldi a disposizione si poteva subito iniziare la compravendita di azioni oppure si poteva destinare parte di essi per acquisire informazioni per capire quale fosse il valore intrinseco delle stesse azioni e solo dopo iniziare a scambiare. Io ho scelto questa seconda strada, e ha pagato”. Di solito in competizioni come queste, oltre al risultato, è importante quello ‘che si porta a casa’, gli insegnamenti che se ne ricavano. E’ stato così anche in questa occasione: “Sicuramente”, risponde convinto Andrea Bortolini, “in primo luogo perché ho potuto confrontarmi con studenti di tutto il mondo che studiano le mie stesse materie, poi perché questa competition si svolge con gli stessi meccanismi di quanto accade in realtà nel mercato azionario. Il certificato inviatomi da Yale per sancire il mio secondo posto è un ottimo punto di partenza”.

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