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Cervo bloccato dalla neve in zona Falcade (BL). Foto di Claudio Ghizzo

Cervo bloccato dalla neve in zona Falcade (BL). Foto di Claudio Ghizzo

Altopiano nella morsa del gelo, animali stremati: «Zaia fermi la caccia»

Temperature polari in tutto il Veneto, con il record della piana di Marcesina. Il consigliere Zanoni lancia l'allarme sul pericolo del freddo per gli animali bloccati dalla neve ghiacciata: «È come sparare in guerra sulla croce rossa»

Il generale inverno fa sentire in questi giorni la sua morsa in tutta la regione. Il record è stato registrato la scorsa notte sull'Altopiano, con il termometro che ha toccato -23 sulla piana di Marcesina e -18 ad Asiago. Il freddo batte anche nel capoluogo e in provincia. A Vicenza la colonnina di mercurio ha toccato i -4,9 gradi mentre -6,4 è  la temperatura toccata a Recoaro Mille  e -3,2 di Valdagno. Le temperature sono insomma tutte sotto allo zero e sulle montagne del Veneto si registra da tempo la presenza di un manto nevoso che in alcuni casi arriva anche a due metri e che ora risulta ghiacciato. 

La neve indurita, accompagnata da temperature polari, sta mettendo a rischio migliaia di animali ormai stremati e affamati, che rischiano di perire. A lanciare l'allarme è Andrea Zanoni, consigliere regionale e membro della Commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, che domani depositerà un’interrogazione a Zaia con la quale si chiede "l’immediata chiusura della caccia in zona Alpi  in applicazione ad una precisa disposizione di legge che stabilisce che il Presidente della Giunta regionale può vietare la caccia a causa di questa situazione meteo al fine di tutelare gli animali selvatici, patrimonio di tutti i cittadini”.

« Sono centinaia i video, le fotografie gli articoli di cronaca di questi giorni – dichiara Zanoni - che testimoniano la presenza di animali selvatici, in particolare Cervi, stremati dal perdurare di questa situazione, a causa delle rigide temperature e dalla copertura del terreno da un manto di neve, ormai indurito e ghiacciato che durerà per settimane, che impedisce loro di cibarsi dell’erba secca. Spesso si tratta di Cervi costretti a scendere nelle strade, uniche zone con la neve battura e calpestabile, altri ammassati in piccole aree con neve battuta, altri imprigionati lungo strade dove ai lati ci sono “muri” di neve di due metri e più».

La  legge vieta la caccia su terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve solo in pianura ma la consente nella zona faunistica delle Alpi, ossia in tutti i territori montani delle  province di Belluno, Vicenza, Treviso e Verona. «Attualmente – continua Zanoni – nelle riserve e comprensori alpini di montagna è consentita la caccia di selezione  a Cervi, Caprioli e Mufloni, anche in presenza di neve, come da piani di abbattimento approvati dalle province e non ancora esauriti. La legge regionale sulla caccia, la n.50/1993, all’articolo 17/1, prevede che il Presidente della Giunta regionale in determinate località possa vietare l'esercizio venatorio alle specie cacciabili per importanti e motivate ragioni, per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche»

Zaia, il 16 gennaio, ha inviato  a l Presidente del Consiglio e al Capo della Protezione Civile Nazionale la richiesta per la dichiarazione dello Stato di Emergenza di rilievo Nazionale, per i danni subiti dalle nevicate da decine di Comuni della montagna veneta delle province di Belluno, Vicenza, Treviso e Verona. «Perciò ora  Zaia applichi la legge e vieti subito la caccia - conclude Zanoni - non è solo una questione di legalità ma anche di umanità: sparare a questi animali stremati dalle avverse condizioni climatiche è come sparare in guerra sulla croce rossa»

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