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Allagamenti sulla Spv, al via il tavolo tecnico per affrontare il problema

Dopo i nubifragi che hanno comportato la chiusura della Superstrada pedemontana veneta nell'Alto vicentino sono ora gli organi tecnici della Regione Veneto e il consorzio di bonifica a confrontarsi col concessionario privato incaricato di realizzare e gestire l'opera: rimane insoluto il nodo dei costi

Dopo le polemiche al curaro seguite ai nubifragi di fine agosto la Regione Veneto ha deciso di prendere di petto il problema dell'allagamento delal Superstrada pedemontana veneta lungo l'asse Malo-Breganze dando vita ad un tavolo di discussione col consorzio di Bonifica Alta pianura veneta. La novità è emersa ieri grazie ad una breve nota diffusa dalla Struttura di prgetto per la Superstrada pedemontana veneta, ossia della struttura tecnico-amministrativa (diretta dall'ingegnere Elisabella Pellegrini) che a palazzo Balbi si occupa dell'alta sorveglianza sul progetto della superstrada, nota come Spv, che dovrà connettere Montecchio Maggiore nel Vicentino a Spresiano nel Trevigiano. Dalla nota della Pellegrini si apprende che già da ieri Consorzio, Struttura e concessionario per la realizzazione dell'opera (i primi due sono emanazione della Regione, il secondo è un privato ossia il consorzio iberico-piemontese Sis) si sono incontrati per cominciare a ragionare sul problema. Si parla infatti di opere di mitigazione che dovrebbero contenere eventuali fenomeni piovosi eccezionali come quelli che si sono abbattuti sul Veneto a fine agosto. Rimane ora da capire a chi saranno addebitate le spese giacché da tempo i comitati sostengono che queste sono da ascrivere al concessionario che meglio avrebbe dovuto comprendere le fragilità «di un territorio già provato» sul piano del consumo del suolo nel quale si inserisce ora un'opera «monstre» ancora da completare peraltro.

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