Muore in circostanze misteriose, la procura dispone l'autopsia

La segnalazione è partita dall’ospedale e la Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo: anche il padre di Alessandro Bardin, il 44enne deceduto, chiede la verità

Alessandro Bardin

Il Pubblico Ministero della Procura di Vicenza, Hans Rogerich Blattner, in seguito alla segnalazione giunta dallo stesso ospedale cittadino, dopo aver aperto un procedimento penale contro ignoti per omicidio colposo per la morte di Alessandro Bardin, ha disposto anche l’autopsia sulla salma del quarantaquattrenne di Monticello Conte Otto deceduto il 25 giugno 2020 in circostanze tutte da chiarire all’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove sarebbe giunto in condizioni disperate. L’incarico di procedere all'autopsia sarà conferito martedì 7 luglio 2020, alle ore 9, in Tribunale a Vicenza, al dott. Giovanni Cecchetto, della Medicina Legale di Padova, che a seguire effettuerà l’esame.

A renderlo noto è lo Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, alla quale si è rivolto il genitore della vittima: "Alessandro Bardin, la cui vita è stata segnata da un terribile incidente stradale in moto successo il 24 marzo 2000, in centro a Vicenza, e in seguito al quale è rimasto disabile al cento per cento, ha iniziato a stare male lunedì 22 giugno, manifestando febbre alta, vomito e diarrea. Secondo il medico di base e la guardia medica, che il papà Luigi ha più volte chiamato per telefono visto che la temperatura non accennava a diminuire, si trattava di una semplice influenza intestinale da curare con antipiretici e antiemetici. Per la guardia medica, in particolare, non ci sarebbe stato alcun bisogno di rivolgersi al Pronto Soccorso e all’ospedale".

All’alba di giovedì 25 giugno, tuttavia, il genitore, che sin lì aveva seguito tutte le indicazioni ricevute, di fronte all’aggravarsi delle condizioni del figlio, la cui febbre era ormai salita quasi a 40 e che non gli rispondeva neanche più, ha deciso di allertare il 118, ma ormai era tardi: i sanitari del Suem gli hanno riferito che la situazione era molto critica e infatti, alle 7 del mattino di quello stesso giorno, un paio d’ore dopo il suo arrivo al San Bortolo, il quarantaquattrenne è spirato.

Sono stati gli stessi patologi dell’ospedale, che avrebbero riscontrato un trauma cranico su Bardin, a segnalare il decesso all’autorità giudiziaria. Una richiesta di approfondimenti accolta con favore dal padre, anch’egli intenzionato a capire cosa sia accaduto a quel figlio che tanto amava e di cui si prendeva cura h24; a verificare se, come ipotizzato dai medici del San Bortolo, possano esservi collegamenti con i postumi e il trauma cranico subiti nell’incidente di cui Alessandro è rimasto vittima vent’anni fa. "Soprattutto - prosegue la nota di Studio3A-Valore S.p.A - se siano ravvisabili profili di responsabilità in capo ai sanitari che negli ultimi giorni hanno avuto in cura il paziente"

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Le istanze sono state prontamente riscontrate dalla Procura di Vicenza, con l’apertura di un fascicolo, per il momento contro ignoti, e con il conferimento della perizia autoptica le cui conclusioni saranno fondamentali per capire cosa sia successo e per dare risposte a Luigi Bardin.

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