Giovedì, 23 Settembre 2021
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Spv e Pfas, il caso si incendia

Durante un sopralluogo di un consulente dei residenti poco fuori il cantiere di Castelgomberto un addetto perde le staffe nei confronti di chi riprende uno scarico mentre il Covepa accusa i sindaci del comprensorio di minimizzare la portata della contaminazione chimica scoperta da Arpav

Uno scorcio del cantiere Spv di Castelgomberto

Un consulente ambientale filma uno scarico lungo il cantiere della Superstrada pedemontana veneta e un addetto esce fuori dai gangheri. È successo oggi pomeriggio a Castelgomberto nell'Ovest vicentino durante il sopralluogo che Marina Lecis, perito per il Comitato palazzina che da mesi lamenta parecchi disagi nel vicinissimo comune di Cornedo, stava effettuando in zona. Quel cantiere, ma più in generale l'opera, da alcuni giorni è al centro di una polemica al curaro dopo che Vicenzatoday.it aveva scoperto una relazione bollente di Arpav nella quale l'agenzia ambientale veneta aveva addebitato una contaminazione da Pfas-Pfba proprio ai cantieri della superstrada: addebiti rispetto i quali il concessionario incaricato respinge al mittente.

Oggi durante il sopralluogo la Lecis, che da settimane sta monitorando la situazione lungo tutta l'asta dei cantieri a scavalco tra valle dell'Agno e comprensorio scledense (la specialista è anche il perito del comitato che a Malo-Vallugana denuncia disagi di ogni genere) si era detta «preoccupatissima rispetto alle novità evidenziate da Arpav». Rispetto a quanto accaduto oggi invece la dottoressa Lecis, nota nella città del Santo per essere un consulente del tribunale di Padova, ha preferito «non commentare un fatto che si qualifica da sé» che comunque sarà passato al vaglio «dei miei legali». Lecis peraltro oggi, ripresa dalle telecamere di Vicenzatoday.it, ha anche effettuato un sopralluogo in zona Poscole per valutare eventuali effetti dei cantieri sull'ambiente.

Tuttavia le polemiche sull'affaire Pfas-Spv non si esauriscono. Oggi il Covepa, un coordinamento che danni critica senza sconti l'opera, la più grande tra quelle in cantiere in Italia che dovrebbe connettere Spresiano nel Trevigiano a Montecchio nel Vicentino, ha detto la sua. E lo ha fatto diramando sul suo blog una nota al vetriolo nella quale si mettono sulla graticola si sindaci dei due comuni perché starebbero sottostimando la gravità della situazione.

«Poco felice, se non al limite del ridicolo - si legge - è stata... l'uscita dei sindaci di Castelgomberto e Malo, rispettivamente Davide Dorantani e Moreno Marsetti. I quali, in modo fantozziano, hanno cercato di minimizzare la gravità della situazione spiegando che i valori dell'acqua nella rete idropotabile sono in linea con quelli di tollerabilità. Peccato però che la contaminazione» al centro del contendere «riguardi l'acqua di falda e quella di superficie. Il rischio, andrebbe spiegato ai due, che sembrano un po' duretti di comprendonio, non sta in ciò che si beve al rubinetto, ma in ciò che si mangia dopo aver innaffiato l'orto con quelle temibili sostanze. Abbaiare all'albero è sbagliato è una tecnica antiquata, vecchia come il mondo, che ormai sbugiardano anche i bambini delle elementari».

Queste sono le parole del portavoce del Covepa Massimo Follesa che commenta in modo negativo le recentissime rassicurazioni alla cittadinanza fornite dai due sindaci. «Invece di sprecare tempo per redigere certi comunicati sarebbe vostro dovere approfondire i meccanismi di diffusione nel sottosuolo dei Pfas. Arpav - scrive Follesa - ha dimostrato che la loro dispersione è pervasiva e subdola, dato che in un anno sono in grado di percorrere quaranta metri su pendenze normali come in valle dell'Agno-Guà, figuriamoci con dislivelli dell'ordine di cinquanta metri in pochi kilometrim, come tra le Poscole e San Tomio di Malo. È come - conclude l'architetto Follesa - se durante un rogo in casa un padre di famiglia rassicurasse i figli dicendo che non importa se l'impianto antincendio non funziona perché tanto le scorte di acqua minerale nella credenza sono abbondanti. Parafrasando l'indimenticabile Ennio Flaiano si potrebbe dire che nel Veneto felix tutto è grave ma nulla è serio».

Per quanto riguarda lo scenario più generale della Spv da alcuni giorni sui media regionali hanno fatto capolino alcuni approfondimenti in cui si darebbe in crescita rispetto al passato il numero dei veicoli che ogni giorno solcano, in toto o in parte, il tratto oggi aperto da Malo nel Vicentino a Montebelluna nel Trevigiano. Chiaramente oltre alle statistiche che da alcune settimane rimbalzano tra palazzo Balbi e palazzo Ferro Fini, per l'amministrazione regionale potrebbe essere utile misurare sul campo l'effettivo utilizzo dell'arteria. 

GUARDA LE IMMAGINI RIPRESE A CASTELGOMBERTO
ASCOLTA IL COMMENTO DI LECIS SULLO STATO DELL'AMBIENTE NEL COMPRENSORIO

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