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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Abbigliamento "sotto esame" dalla preside: al Fogazzaro scoppia la protesta

Dopo il caso scoppiato a Nove con la circolare della dirigente che bandiva l'abbigliamento "marinaro" dal liceo artistico, una situazione analoga si è presentata in città

La preside costringe le studentesse ad alzarsi in piedi per controllare il loro abbigliamento, per poi sanzionare, tramite note disciplinari, chi ritenesse vestita con abbigliamento non adeguato al contesto (nonostante nel regolamento d’istituto non ci siano norme che ne parlano e lei stessa si rifiuti di aggiungerle). É quanto accaduto al liceo Fogazzaro di Vicenza e riportato dalla rete degli studenti Medi.

Oltre a questo, gli studenti e le studentesse lamentano commenti di stampo sessista e grassofobico, che la dirigente avrebbe pronunciato insieme a termini volgari e inadatti al contesto, o paternalisti, in risposta al disagio e al pianto di alcune e che si sono sentite fortemente colpite dal suo discorso.

Elementi che hanno portato gli studenti alla mobilitazione. L’appuntamento è per oggi, venerdì 3 giugno, alle 9.30 in contrà dei Burci.

“Appena siamo venuti a conoscenza del gravissimo evento avvenuto nella nostra scuola noi rappresentanti ci siamo sentiti in dovere di agire - dichiara Elena Bigarella, rappresentante d’istituto del liceo coinvolto -  Personalmente ritengo che una figura istituzionale come quella del dirigente scolastico non possa promuovere idee così tossiche, idee che tutta la nostra generazione si sta mobilitando per abbattere : giudicare di 'buon gusto' o meno gli abiti di una persona solo in base all'aspetto fisico della medesima è un'azione che reca gravi danni alla salute psicofisica degli adolescenti. Come vediamo dai recenti sondaggi le persone che soffrono di disturbi alimentari sono in continuo aumento proprio a causa di frasi come queste, dove vengono invalidati i corpi delle persone citando il gusto estetico” .

“Il fatto, già grave di per sé - continua - lo è ancora di più se queste dichiarazioni vengono fatte dalla persona che, teoricamente, dovrebbe guidare il tuo percorso di crescita. In questo momento è essenziale promuovere un'azione concreta di denuncia perché questi atteggiamenti sono il motivo per cui molte persone hanno paura ad uscire di casa mostrandosi per quello che sono.”

 “Quanto accaduto al Fogazzaro è un fatto che definire grave sarebbe riduttivo, vedere come la dirigente scolastica si sia sentita in diritto di aggredire le studentesse per mezzo di commenti grassofobici, sessisti e paternalisti, è una mancanza di rispetto non solo nei confronti delle ragazze che sono state prese di mira durante questi episodi, ma anche verso tutte le persone che ogni giorno si trovano vittima di commenti dello stesso tipo. Le ragazze in preda all’ansia, in uno stato di disagio e malessere enormi, causati appunto dalle pesanti e assolutamente irrispettose parole della preside, si sono trovate costrette a uscire dalla classe per via di un clima troppo pesante che le ha spinte al pianto e, come se non bastasse, le loro reazioni ed emozioni sono state sminuite fino quasi alla presa in giro. – conclude Anna Tomasi, coordinatrice della Rete Studenti Medi di Vicenza - non è concepibile che una figura istituzionale come quella della dirigente scolastica si permetta di approcciarsi in questa maniera a studentesse e studenti; fatti come questo hanno una ricadenza immensa sulla psiche di una persona, un singolo commento di natura grassofobica può influenzare incredibilmente il rapporto che si ha col proprio corpo.

Inoltre, parlare di quanto certe abitudini nel vestire, come per esempio la decisione di non portare il reggiseno, risultino volgari e una mancanza di rispetto verso il proprio corpo, non fa altro che contribuire all’oggettificazione del corpo femminile.”

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