"La tranche brutta ce l'avremo anche per tutto aprile, dovremo vedere la luce verso giugno"

Il governatore del Veneto dà una fotografia dell'emergenza Covid-19 non tanto dal punto di vista dei numeri ma di come la sanità sta affrontando il momento. Risponde alle critiche e fa una riflessione su quello che sarà il post

 

"Ne verremo fuori", questo il messaggio di speranza che arriva dal consueto punto stampa tenuto domenica mattina dal governatore del Veneto Luca Zaia.

"Abbiamo messo giù un piano d'azione per curare i pazienti del Covid-19 e tutti gli altri pazienti - ha sottolineato il presidente - Tutti gli ospedali Covid-19, alla fine di questa vicenda, torneranno com'erano prima...Dovete fidarmi di quello che vi dico, noi non vogliamo chiudere nessun ospedale. Vi chiedo comprensione perchè tutti stiamo lavorando per lo stesso obiettivo e non posso accettare che qualcuno mi venga a dire che stiamo operando solo per gli anziani, loro hanno fatto grande il Veneto...Non abbiamo solo anziani in Terapia intensiva, abbiamo persone di 30 anni attaccati ad un tubo. Anche la soluzione che viene spesso data di utilizzare i vecchi ospedali, ve lo ripeto, non andavano bene". 

E sulle limitazioni ha dichiarato: "La 'tranche' brutta ce l'abbiamo ancora per tutto aprile, poi se il nostro modello matematico si conferma pensiamo di chiudere lka poartita per giugno". Stando alle previsioni "resteranno malati residuali fino a luglio, ma a quel punto saranno casi sporadici che non ci fanno impensierire sul piano delle terapie intensive".

Zaia ha quindi annunciatio per domani, lunedì 23 marzo il via alla sperimentazione in regione del farmaco giapponese "Avigan", cui l'Aifa ha dato l'ok. Sarà infine illustrato il progetto veneto di tamponi "a tappeto" su operatori sanitari e popolazione coordinato dal professor Andrea Crisanti "cervello di ritorno" in Italia dopo le esperienze all'estero, ordinario di Microbiologia all'Università di Padova.

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