Lane e solo Lane: nonostante tutto, anche il fallimento

Il bilancio di un anno che, per la società di via Schio, non verrà certo ricordato come d'oro: retrocessione, siparietti societari ed un avvio in Lega Pro soddisfacente, ma non esaltante. I tifosi, però, non mancano mai

I tifosi: punto fermo del Vicenza

Con la striminzita vittoria conquistata contro il fanalino di coda San Marino si è chiuso l'anno solare del Vicenza calcio. 365 giorni iniziati il 26 gennaio 2013 con la sconfitta 3-1 subita a Cesena che costò la panchina a Breda, sostituito da Dal Canto, e culminato, ahìnoi, con la seconda amara retrocessione consecutiva, nonostante qualche vittoria lusinghiera (nei derby esterni contro Verona e Padova e a Brescia) avesse fatto ben sperare.

Poi la consueta lunga lista di sconfitte culminata con l'umiliante 1-5 subito in casa contro l'Empoli, con la "manita" dei toscani realizzata in appena un tempo di gioco (mai a memoria di tifoso si era vista al Menti un'imbarcata del genere), ha fatto tutti tornare con i piedi per terra e il pareggio a reti bianche nell'ultima gara-spareggio contro la Reggina con in campo una squadra apparsa molle, sfiduciata e per nulla convinta dei propri mezzi, ha messo il sigillo sulla meritata caduta in Lega Pro. 11 sconfitte, 2 pareggi e 7 le vittorie per i biancorossi nella fetta di serie B disputata nel 2013, a cui vanno aggiunte le 7 vittorie, i 5 pareggi e le 3 sconfitte del girone di andata di Lega Pro che comunque non bastano a portare in attivo il bilancio sportivo dell'anno.

L'encomiabile tifoso biancorosso che rimane nonostante tutto sempre fedelissimo e interessato alle vicende della sua squadra, manda così in archivio altri dodici mesi di delusioni, cui, una proprietà economicamente alla canna del gas e sportivamente apparsa poco nulla interessata ai risultati sul campo, l'ha costretto. Una proprietà che non ha saputo regalare una-stagione-una di soddisfazioni e che non è riuscita a legare al suo nome qualcosa da ricordare con futura nostalgia. La "ciliegina", nell'anno che si va ad aprire, a meno di qualche clamorosa trattativa che non sembra dietro l'angolo, potrebbe essere il fallimento che farebbe scomparire 112 anni di storia ma che più di qualche tifoso comincia ad attendere come il minore dei mali, pur di liberarsi da un incubo che dura da anni e magari ripartire con una nuova proprietà ed un rinnovato entusiasmo, come è accaduto a molte altre realtà calcistiche della penisola.

Nel frattempo a Lopez, tecnico che la curva ha dimostrato di amare anche ma non solo per i suoi trascorsi in maglia biancorossa, è affidato il compito di traghettare il Vicenza almeno fino ai playoff di Lega Pro per poi magari provare la risalita in serie B. Obiettivo che, alla luce di quanto visto in questo scorcio di stagione, potrebbe essere alla portata della squadra, ma che andrà riparametrato su un girone di ritorno dove le favorite andranno sicuramente a rinforzarsi nel prossimo mercato di gennaio (e in cui il Vicenza si troverà ad operare con le solite nulle o quasi possibilità economiche), e dove, oltre ai valori tecnici sul campo, potrebbe essere decisivo avere alle spalle quella solidità e programmazione societaria che sono state il vero e proprio handicap del Vicenza di questo ultimo decennio.

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