Verso LR Vicenza - Albinoleffe: Colella, scendi dalla croce

Settimana di passione per il tecnico biancorosso Se non fosse che siamo a Natale e non a Pasqua, la potremmo chiamare la settimana di passione per Giovanni Colella. E per il suo Vicenza

Ad inchiodare sulla croce i biancorossi non è tanto la lontananza dal capolista Pordenone, diventata ormai un vantaggio tipo quello di Coppi sul Gavia. Solo un manipolo di illusi poteva però pensare che questa squadra valesse il primo posto e quindi la promozione diretta. I fatidici chiodi li pianta invece la considerazione che, se il campionato finisse oggi, il Lane non sarebbe nemmeno nel lotto di quelle che disputano i play off (visto che il pari merito Feralpi Salò ha una partita in meno).

E questa sì è la vera sorpresa in negativo, perchè tutti pensavamo (e in parte pensiamo) che l'organico approntato da Werner Seeber meritasse un comodo piazzamento tra le reginette della stagione.

Cosa non sta funzionando,

in parte è noto ed in parte affidato alle interpretazioni personali. Alcune pedine fondamentali certamente non stanno rendendo secondo aspettative: la difesa non è esente da colpe, il centrocampo non appare completamente assortito e l'attacco dipende troppo dallo stato di forma di Giacimelli ed Arma. Qualche singolo, in particolare, ha sin qui deluso: De Falco è stato l'acquisto estivo non solo più oneroso ma anche quello (l'unico forse) destinato ad assicurare alla squadra un considerevole viatico nella zona nevralgica del campo. Il regista che detta tempi e movimenti, insomma. Il centrocampista si è in effetti rivelato positivo nelle geometrie davanti alla difesa ma non è (almeno sin qui) il classico regista capace di accendere la luce nei momenti in cui le idee latitano e il gioco stagna. Un profilo tecnico che non si attaglia nemmeno a Cinelli, in verità.

L'altro elemento sul quale la dirigenza aveva puntato per un deciso salto di qualità è Curcio. Si tratta, al di là di ogni possibile dubbio, di un elemento di valore, che l'anno scorso diede quasi da solo l'impronta al buon campionato dell'Arzachena. Qui a Vicenza, complice forse una posizione in campo più arretrata, il suo contributo come bocca da fuoco è stato minimo, quasi impercettibile. E nel suo ruolo non è che ci siamo grandi alternative.

Le ultime quattro uscite del Vicenza hanno così smorzato molti entusiasmi dei tifosi e del patron Rosso, limitando a due pareggini il bottino in graduatoria. Poco, troppo poco. Anche in considerazione che la sfortuna non può essere tirata in ballo nella conta degli alibi. Ci spiace naturalmente per Colella, che io continuo a considerare buon allenatore (sicuramente migliore dei nomi fatti come papabili alla successione).

Ma nel calcio i numeri sono spietati. L'anno scorso, con una formazione sulla carta non più forte di questa (Mantovani, De Falco, Curcio e Arma non avrebbero dovuto far rimpiangere Barison, Minesso e Proia) il Bassano finì all'ottavo posto, disputando poi dei buoni play off. In questo momento, questo LR Vicenza è relegato in castigo, dietro a "corazzate" come Fermana, Imolese e Ravenna. Urge ovviamente un'inversione di tendenza ed in fretta. Altrimenti la posizione del tecnico si farà difficilmente difendibile.

Colella ha a sua disposizione una settimana. Di passione, appunto. Mercoledì l'incontro con l'Albinoleffe e poi il penutimo giorno del 2018 la trasferta in quel di Gorgonzola. Sei punti a disposizione. E bisognerebbe farli proprio tutti, per rimettere il treno sui binari. La società c'è. I tifosi non hanno mai mollato. Tocca alla squadra ritrovare gioco e risultati. Magari anche solo questi ultimi, perchè come dice il proverbio vicentino: con la grande siccità va bene anche la grandine. Bizzotto & C., se ci siete battete un colpo...

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