Panchina d'oro a mister Zanetti, il più giovane di sempre: l'intervista

Il 35enne valdagnese che allena il Südtirol ha superato, nelle preferenze dei colleghi, i vincitori del campionato Liverani, Bisoli, Braglia e Sottil

Per gentile concessione di Paolo Zanetti

“E' un grande riconoscimento e una grandissima emozione per me. Sono il più giovane allenatore a vincere questo premio da quando è stato istituito. Un premio prestigiosissimo che condivido col mio staff, con tutti miei calciatori della passata stagione e con il mio Club, che ha creduto in me due estati or sono, puntando su un allenatore alla sua prima esperienza su una panchina professionistica e reduce da una stagione alla guida di una formazione Berretti, quella della Reggiana”.

Queste le parole "ufficiali" di mister Paolo Zanetti, insignito l'altro giorno del prestigioso riconoscimento "Panchina d'Oro" come migliore allenatore di Serie C nello scorso campionato. Con lui premiati Allegri, per la Serie A, e Andreazzoli, per la Serie B.

«E' stato assolutamente insapettato - aggiunge ai nostri microfoni - Di solito viene premiato uno dei vincitori del campionato. Però, durante la cerimonia, molti colleghi sono venuti a dirmi «Oh, guarda che ho votato per te» e qualche pensiero avevo cominciato a farmelo.... Penso abbia contato il fatto che, con un organico sulla carta da metà classifica abbiamo chiuso al secondo posto, dopo la big, il Padova».

Il 35enne valdagnese è rimasto alla guida del Südtirol, accettando praticamente subito il rinnovo, senza badare ad altre sirene. Soddisfatto della campagna acquisti estiva, all'11a giornata, la compagine di Bolzano si trova al 10 posto con 15 punti grazie alla migliore difesa del campionato. L'attacco però è fermo a quota 8: «Creiamo molto più di quanto riusciamo a realizzare, complici anche la sfortuna e, forse, qualche svista arbitrale. Sono molto sereno: è un girone equilibrato dove, Ternana a parte, credo che tutti possano dire la loro".

Il prossimo match, in casa, contro la Vis Pesaro: «Potrebbe essere l'occasione giusta, anzi deve. Voglio arrivare nella bolgia del Menti a mente serena, senza l'obbligo di dover fare almento un punto: non voglio rischiare di dover fare un tipo di partita che non mi piace».

Il guanto di sfida allo stimato mister Colella, come dichiarato dall'ex biancorosso ancora prima dell'inizio del campionato, è già lanciato. 

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