«Ah, mi dispiace, ma io so' io e voi non siete un ...»

Biancorossi fuori dalla Coppa ma non certo da seppellire

Foto LR Vicenza

La semifinale di Coppa al Brianteo ha tirato un rigo sul primo degli obiettivi stagionali del Lane di Renzo Rosso. Questo il dato nudo e crudo del mercoledì calcistico. Ma per fortuna la medaglia ha pure un retro.

Contrariamente alle ultime uscite dei biancorossi, caratterizzate da poco gioco, pause esiziali e risultati deludenti, la trasferta di Monza restituisce un LR Vicenza che piace e che ricorda da vicino la squadra vista nella prima parte della stagione. E’ chiaro che i difetti di costruzione restano tutti. Una volta scartati Andreoni e Solerio i biancorossi si ritrovano senza spinta sulle fasce, dove Stevanin conferma i suoi limiti, Martin e Salviato rimangono veri oggetti misteriosi e il solo Davide Bianchi si eleva appena sopra della mediocrità. Anche il centrocampo resta quel che è. Cioè orfano di un giocatore capace di ispirare le accelerazioni in profondità e di dettare i ritmi quando i compagni vanno in crisi di identità.

Tuttavia, allorchè Colella riesce a far assimilare il suo Verbo, com’è successo sul green lombardo, la zona nevralgica del campo diventa in grado di evidenziare di meno i suoi punti deboli, aggrappandosi alla grinta, alla corsa, al pressing alto e all’azione di mutuo soccorso.

Ieri sera, in particolare, la differenza rispetto ai brianzoli, i quali sul mercato invernale hanno versato fiumi di nanodollari per portare a casa elementi di categoria superiore, non s’è vista affatto. Anzi, quando il Vicenza è rimasto in inferiorità numerica è addirittura piaciuto di più, schiacciando gli avversari nella loro metacampo, senza lasciare a Brighenti & C. nemmeno un’occasione per segnare.

Le pagelle di Alberto Belloni

E a voler cercare qualche ulteriore segnale consolatorio nell’amarezza dell’eliminazione, va detto che anche in attacco torna un po’ di sereno. Giacomelli ha ritrovato il suo passo, dopo qualche gara opaca. Guerra sembra abbastanza rigenerato e somigliante al giocatore visto all’esordio, lo stesso Arma è cresciuto nel suo standard e poi va elogiato l’ingresso finale di un Maistrello cui la panchina non ha tolto motivazioni e rabbia calcistica.

Ai tifosi berici, messi a dura prova dalle delusioni che durano da oltre 15 anni, accanto all’amara constatazione che il “mai una gioia” non accenna a finire, resta almeno la consapevolezza che non tutto è perduto. Volevano vedere in Brianza un LR Vicenza che facesse dimenticare gli orrori visti con la Triestina e a Bolzano e così è stato.

Un Vicenza pieno di difetti, malato e non ancora guarito, ma stavolta un Vicenza con i controzebedei, coraggioso e tignoso, che si è meritato applausi, nonostante la sconfitta. Contro tutti. Contro le autorità che hanno impedito agli ospiti di godere del supporto del loro seguito. Contro gli arbitri (l’espulsione di Bianchi è stata troppo severa ma non scandalosa, mentre la doppia misura usata tra Marchi e Mantovani, rimane negli annali come una ladrata storica).

La mia personalissima polemica con i supporters “mugugnatori” (i quali, accidenti a loro, hanno visto prima e meglio di me le lacune di questo organico) gravitava proprio attorno all’atteggiamento da tenere a campionato in corso. Quella differenza di vedute con la parte più critica dell’ambiente vale ancor oggi.

Che cosa dovremmo fare a questo punto, a 8 giornate dalla fine? Concentrarci sulle magagne evidenziatesi sin qui oppure fare l’ennesimo atto di fede, rinviando i processi a dopo il 5 maggio? Io ho già scelto, ma vedo che c’è chi ha un’opinione differente ed ha già seppellito l'LR Vicenza di Giovanni Colella. Attenzione, invece. Non è detto che le squadre che finiscono la corsa nelle ultime posizioni della griglia play off siano poi destinate a soccombere subito negli spareggi. Possono rivelarsi persino un temibile outsider. E’ già successo (vedi ad esempio al Como o al Cosenza) e potrebbe succedere ancora.

Vogliamo dare quest’ultima chance ai nostri, facendo in modo che possano contare sul sostegno incondizionato dei propri fans? Abbiamo ingoiato tanto di quel guano in tempi più o meno recenti che il rischio possa succedere di nuovo non dovrebbe spaventarci. In fondo noi siamo il Lane. Mentre gli altri (a cominciare da Galliani e soci), come diceva il Marchese del Grillo, non sono niente. Insomma, mi avete capito…

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