#Mimmoday: ecco com'è andata e come andrà

Le parole dei dirigenti, del patron e, soprattutto, del nuovo mister, Mimmo Di Carlo. La cronaca e il video integrale della serata

Il selfie di Mimmo Di Carlo (foto LR Vicenza)

Appena sopiti gli echi al Menti, è tempo di fare qualche commento sulle varie dichiarazioni succedutesi nel corso dell’evento, extrapolando, per ognuno dei protagonisti biancorossi, una frase in qualche modo emblematica per il futuro del Lane.

IL VIDEO DELLA SERATA

Pablito

Per quanto riguarda Paolo Rossi, è stata memorabile la seguente affermazione:

“Io sono nel calcio da oltre 40 anni e ho visto piazze importantissime ma in questo momento il progetto portato avanti da Renzo Rosso è un punto di riferimento per tutti.”

Importante che a dirlo sia un Pallone d’Oro, anche se il mondo del pallone ci ha insegnato da sempre che dalla galassia delle buone intenzioni a quella dei risultati sportivi c’è di mezzo un universo di variabili impazzite. Ciò che conta, tuttavia, è essere partiti col piede giusto dal punto di vista organizzativo.

Il ds

L’ha sottolineato Paolo Bedin:

“In 11 mesi di lavoro la società ha fatto moltissimo fuori dal campo e con la scelta di Magallini e adesso di Di Carlo siamo convinti di poter avviare una nuova fase anche sul campo.”

L’esperienza dell’Anno Zero insegna tuttavia che niente è facile o scontato. L’importante sarebbe aver fatto tesoro dell’esperienza non proprio positiva del campionato appena concluso.

Il patron

Una riflessione tutta interna al management che traspare anche dalle parole del patron Renzo Rosso:

“A volte dallo stadio siamo andati a casa delusi. E io che sono il primo tifoso ero davvero triste nel fare la strada del ritorno vedendo le facce tristi della gente. Ora ho capito molte cose ma chiedo a tutti di lasciarci il tempo di raggiungere gli obiettivi, per i quali prometto lavoreremo a testa bassa.”

Si tratta da un lato di un’ammissione di responsabilità e dall’altro, cosa ancora più virtuosa, della volontà di trarre dagli errori un valore aggiunto per la stagione alle porte. Da questo punto di vista l’Anno Uno potrebbe riservare buone sorprese.

"Solo noi, solo noi, Mimmo Di Carlo l'abbiamo noi"

Ma veniamo ora al vero protagonista della serata e cioè Mimmo Di Carlo. Circa il suo pensiero, mi fermerei su un dettaglio tecnico, che può illuminarci sulla strategia di mercato cui si uniformerà il Vicenza.

“Che i giocatori vengano dalla A, B, C o D non è una discriminante decisiva per me. Lo è, invece, la totale adesione al progetto societario e la consapevolezza del valore della maglia che si indossa. Anche chi non ha fatto benissimo nel recente passato con me avrà le sue chances. In carriera ho visto molte volte giocatori accantonati in tribuna che poi, ottenuta fiducia, hanno ripagato con prestazioni di alto livello che li hanno proiettati verso il successo”.

Come dire che la porta non è chiusa per nessuno, nonostante la prevedibile rivoluzione che darà vita al nuovo organico.

”Il nostro obiettivo – ha continuato - è chiaro: arrivare in alto. Io ho imparato tanto da Ulivieri e da Guidolin e vi confesso che il mio sogno sarebbe di ricostruire come ha fatto Renzo e poi vincere come ha fatto Francesco.”

I depistaggi

Un cenno merita anche l’intervento del DS il quale, in un passaggio, ha chiesto scusa a stampa e tifosi per qualche bugia che si è resa necessaria nella fase della scelta del nuovo tecnico: “Si è trattato di una fase delicatissima – ha spiegato – nella quale sarebbe bastato un passo falso per complicare la trattativa”. Spiegazione convincente ed accoglibile da tutti, per la serie “ognuno deve fare il suo mestiere”. Che per noi cronisti significa andare a caccia di informazioni e per lui proteggere le operazioni in corso. Senza rancore…

Lo spettacolo della Sud

L’ultimo messaggio forte l’anno dato i tifosi. Nonostante le delusioni degli ultimi anni e al termine di una stagione non fallimentare ma non certo esaltante, c’erano le premesse per un raffreddamento degli entusiasmi, anche in termini di campagna abbonamenti. Con l’ingaggio di un uomo simbolo della Coppa Italia e dello Stanford Bridge è stata portata a termine un’operazione mediatica vincente, testimoniata dai 4.000 che ieri sera riempivano la Sud.

Il Lanerosso soffrirà pure della maledizione di Montezuma al Menti, ma sul piano dell’immagine non deve imparare niente da nessuno.

Il calciomercato

Aspettiamo adesso il riscontro del mercato. La positiva conclusione dell’operazione Di Carlo passava, in tutta evidenza, per tre precondizioni: che il tecnico non ricevesse offerte dalla serie maggiore, che gli fosse offerto un ingaggio convincente sul piano economico e temporale ed infine, appunto, che gli fossero date garanzie per la costruzione di un gruppo veramente competitivo.

Su quest’ultimo punto attendiamo “bombe” a breve. Perché su una cosa siamo tutti d’accordo: con le chiacchiere stiamo a zero…

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