Vicenza a un passo dalla promozione (e il Carpi rosica...)

"Non fate ancora saltare i sugheri, ma mettete però in fresco le vostre bottiglie"

E alla fine la montagna partorì il topolino. Abbiamo tutti atteso l’esito del Direttivo di Lega Pro, conclusosi ieri nel tardo pomeriggio agli ordini del capataz Gravina, per poi prendere atto che, al netto di tutte le pippe mediatiche dei giorni scorsi, la decisione è stata quella più ovvia. La stessa che in molti avevamo per tempo indicato come l’unica praticabile.

La serie C non riprenderà il cammino, dunque. La stanza dei bottoni del calcio ha deciso. Si giocherà regolarmente in serie A, a partire dal 20 giugno, con il prologo di Coppa il 13 (semifinale e finale concentrate in meno di una settimana, tanto per non farci mancar niente)). Che dire? Non affermo che sia impossibile, dato che la regola dello “show must go on” è particolarmente imperativa in un modo nel quale i quattrini sono (quasi) tutto. Resto comunque alla finestra, visti i molti motivi di perplessità. 127 partite da disputare in soli 50 giorni (chiedete a medici sportivi e agli allenatori che ne pensano). Incertezza generale sul problema della quarantena in caso di positività di un tesserato, mentre è di pochi giorni fa l’ultimo giocatore in dubbio di positività (nel Bologna). Discussioni a non finire sugli orari delle gare, su tamponi ed immunizzazioni, trattativa difficile con Sky, annullamento di tutte le tradizionali amichevoli estive ecc.

Anche la serie B pare adesso destinata a concludersi sul campo. Anche se, scendendo di categoria, tutto diventa più complicato. I Cadetti dovrebbero ripartire coi fratelli della serie maggiore, disputando la 29 giornata in tabellone. Pure qui una conclusione alquanto azzardata ma spiegabile con la necessità di rispettare il vantaggio abissale conquistato dal Benevento di Pippo Inzaghi. Le 20 squadre interessate hanno recentemente chiuso la porta a soluzioni di compromesso (confinate per ora nei piani B e C della Federazione, da attuare solo in caso di nuova emergenza sanitaria). E scelto dunque di giocarsela sul campo.

Anche in questo caso (anzi, soprattutto in questo caso) restano però sul tappeto evidenti interrogativi circa gli aspetti di carattere organizzativo e sanitario della ripartenza e la loro ricaduta sui protocolli che le società saranno chiamate ad implementare. Non a caso, vi sono almeno 6 o 7 club di B che si sono già mobilitati esprimendo viva preoccupazione su tutti questi fronti.

Ma veniamo alla serie C, che più ci interessa. Nelle scorse settimane, come i miei fedeli lettori ricorderanno, ho insistito sulla necessità di non lasciarsi andare a facili entusiasmi circa l’accesso del Lane alla categoria superiore. Troppe variabili in ballo, ritenevo personalmente, per stappare lo champagne (o, molto meglio, il Durello Brut). E’ cambiato qualcosa con l’incontro di ieri? Direi di sì… Non fate ancora saltare i sugheri, ma mettete però in fresco le vostre bottiglie. Nella videoconferenza diretta dal presidente FIGC Gabriele Gravina, le tesi sostenute dall’Assemblea di Lega Pro un paio di settimane fa ed inizialmente messe in congelatore dal governo federale, sono state sostanzialmente accolte.

I particolari non sono stati ancora completamente definiti (in attesa del prossimo Consiglio Federale dell’8 giugno) ma l’indicazione è abbastanza chiara. Promozione diretta per le formazioni in vetta ai tre giorni (Monza, Vicenza, Reggina), retrocessione per le squadre all’ultimo posto e play off a 28 squadre e play out a 8 squadre nei giorni A e B (Rende e Bisceglie retrocedono per distacco punti). C’è di mezzo anche la finale della Coppa Italia minore (tra Ternana e Juve Under 23) che dovrà aggiungere la squadra in più che accederà ai turni finali dei play off assieme alle terze classificate, lasciando così spazio ad una formazione che al momento sta fuori (la Pistoiese se vincerà la Juventus, la Vibonese, se prevarrà la Ternana).

Lanerossi Vicenza molto più vicino al salto di categoria, dunque. E per il resto, via agli spareggi. Con buona pace del Carpi che ha sin qui fatto tuoni e fulmini per poter arraffare una promozione che sul campo non ha ancora meritato (la formazione emiliana si trova al terzo posto, con due punti di ritardo dalla Reggiana e il difficile incontro in casa della FeralpiSalò da recuperare). Nonostante gli strepiti del presidente Bonacini, che ripetutamente ha cercato di trascinare il Vicenza nei play off (chissà che posizione avrebbe preso riguardo al girone A nel quale i punti di distacco del Monza sono attualmente 16 o della Reggina nel girone C che di lunghezze in più ne ha 9… Aveva forse in mente un provvedimento ad hoc da applicare solo al Lane, per garantire ai suoi quel primato che in campionato non sono riusciti sin qui ad ottenere? Misteri del tifo campanilistico.

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Lasciamo il puro fantacalcio e chiudiamo con un’ultima considerazione. Resta sul tappeto la questione della nuova serie Cadetta, che è un po’ la chiave di volta dell’annunciata riforma del calcio. Tutto, in fondo, è una specie di puzzle nel quale una tessera lega l’altra. C’è bisogno di portare a termine la A, per liberare, attraverso le retrocessioni i posti da assegnare alla B. Ma quale B? Quella attuale o quella a 40 squadre di cui vi abbiamo già parlato? Difficile che una rivoluzione del genere possa maturare proprio nell’anno del Corona Virus. Qualcosa invece si dovrà fare immediatamente nell’ambito della C e del CND, i quali, così come sono strutturati, non sopporterebbero un’altra stagione di tribolazioni. Pare che almeno 20 club di Terza Serie non siano economicamente in grado di reggere il torneo 2020/2021. E forse anche qualcuno di serie B. Si riuscirà a trovare una soluzione che consenta quanto meno di tirare avanti fino all’anno venturo? Magari attraverso i contributi straordinari già promessi? Staremo a vedere. Intanto, prepariamo i calici per l’8 giugno, giorno in cui si venera san Fortunato da Fano, patrono dei pescatori. E facciamo una chiosa scherzosa: meglio uno col nome baciato dalla Sorte che un San Tommaso, patrono degli sconfitti. Quello lo lasciamo volentieri a… Immaginate chi, no?

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