Il punto di Alberto Belloni: «Il Lane torna a casa con due sconfitte»

Al Torneo Sportitalia qualche luce ma le solite ombre per Di Carlo

Il Lane ha archiviato il penultimo impegno precampionato (manca solo l’amichevole con il Pordenone) con una doppia sconfitta dal sapore agrodolce. Più agro che dolce, in verità. Perché se abbassare bandiera col minimo scarto contro il Sassuolo ci  poteva tranquillamente stare, la conclusione ai rigori (persi poi per 4-3) contro una formazione di categoria inferiore come la Folgore Caratese ha un suono fesso e conferma come la squadra necessiti ancora di almeno 2 o 3 ritocchi per poter recitare da protagonista in C.

Torneo Sportitalia dai due volti, quindi. Il Vicenza B della prima gara ha esercitato uno sterile predominio territoriale con più occasioni da rete rispetto agli avversari senza però mai metterla nel pallottoliere. In compenso, le poche volte in cui i lombardi si sono affacciati nell’area di Grandi hanno fatto riemergere in maniera impetosa certi limiti della retroguardia berica. E a conti fatti i padroni di casa hanno prodotto l’azione più pericolosa del match, quando al 9’ hanno costretto l’estremo difensore biancorosso ad un intervento salva risultato.

Dal dischetto, infine, vanno in gol solo Pontisso, Tronco e Marotta, mentre sono gli errori di Scoppa, Arma e Grandi (a sorpresa scelto come rigorista) a condannare i berici. Tra i singoli, buone le prestazioni di Pontisso e Tronco, discrete quelle di Bianchi, Berlocco, Pasini e Cappelletti. Ancora una volta non convince capitan Bizzotto. Scoppa dimostra visione di gioco e precisione nei lanci ma conferma di soffrire il pressing.

Resta l’impressione di un Guerra col freno a mano tirato e di un Okoli ancora in cerca di un’identità calcistica. Opposto ad una squadra di serie A il Vicenza dei titolari ha fatto successivamente ciò che gli era possibile allo stato attuale. La difesa tutto sommato ha retto benino alle folate dei neroverdi, che soprattutto sulle fasce avevano altro passo e altra esperienza.

E’ chiaro che opporre un volonteroso Bonetto a gente che ha nel suo palmares West Ham o Fluminense espone il più debole a qualche brutta figura. Ma nel complesso il pacchetto guidato da Padella ha abbassato solo una volta la bandiera davanti ai vari Caputo, Troerè e Obiang. Più ingrata la figura per il centrocampo, che ha lasciato per quasi tutti i 45 minuti il pallino in mano agli emiliani, i quali hanno fatto il bello e cattivo tempo.

In avanti, i pochissimi palloni giocabili sono stati sfruttati meglio più da Marotta che da Arma, ma è stata poca cosa. Tra le note migliori, uno Zarpellon in via di recupero che, finchè ha avuto fiato, ha scardinato dai piedi avversari alcuni palloni molto interessanti. In ombra Zonta e soprattutto Emmanuello. Stiamo parlando di un giocatore di sicuro valore che sin qui è però apparso sempre in difficoltà, forse a causa di un impiego tattico che non sente suo.

Restano, in ultima analisi, le note perplessità di questa prima parte di stagione. Una difesa che deve trovare quadratura, magari con un nuovo innesto. Un centrocampo che permane molto corto sulla fascia destra. Ed infine un attacco nel quale i nodi della posizione di Giacomelli (Curcio pare ormai un ex a tutti gli effetti) e della terza punta (Arma si o Arma no) vanno sciolti prima della chiusura dei battenti di mercato.

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