La crisi dell'artigliere pesa sul Lane

Nel trittico Gubbio, Vis e Virtus un Vicenza con le polveri bagnate. E ora tocca ad impegni tutti in salita.

Foto pagina Fb ufficiale Lr Vicenza

Tre punti nelle ultime tre gare. Contro tre avversarie di secondo livello, almeno a giudicare dal posto in classifica. Poteva rappresentare lo scatto decisivo verso la Cadetteria e non lo è stato. Questo, in sintesi, il momento del Vicenza. Non il suo momento migliore, certamente. Tuttavia, il momento di tenere i nervi saldi e non farsi prendere da scatti emozionali. Primo: la società non provi nemmeno a catalogare chiunque azzardi qualche critica come un traditore della Patria.

La politica del pensiero unico non ha mai pagato e alla base dei mugugni c’è l’immenso amore per la squadra che ha colorato anche ieri lo stadio con una sciarpata mozzafiato. Secondo: quei tifosi che intasano i social con post ai limiti di una Waterloo annunciata, si diano una bella occhiata alla classifica. Nonostante i tre risultati deludenti il Lane è ancora là in cima e gli altri dietro ad inseguire, almeno a 4 punti la Regia (che gioca stasera) e a 5 il Carpi. Come dicevo prima l’insoddisfazione ci sta, la condanna tranchant di Di Carlo & C. molto meno.

E fa un po’ sorridere. Perché chissà quale calcio sublime hanno visto recentemente gli inflessibili esteti che sparano sulla squadra. Atteggiamento ridicolo per gente che (come noi tutti) negli ultimi anni ha visto solo fallimenti, retrocessioni e gioco da parrocchia. Arriva una stagione dove i biancorossi la fanno da protagonisti e loro? Nemmeno un po’ di pazienza. Nemmeno un po’ di fiducia. La squadra è in flessione e sottolinearlo è giusto, anche questo se fa arrabbiare via Schio. Fare i catastrofisti, al contrario, giova solo agli avversari. Ieri il Vicenza ha disputato un discreto primo tempo, trascinato dagli esterni d’attacco in buona vena. Brutta invece la ripresa, caratterizzata da un approccio molle e confusionario. Sul banco degli accusati il centrocampo, dove Cinelli e soprattutto Rigoni non sono al massimo. Il biondo di Cogollo può già contare sul rinnovo del contratto ma non può ugualmente sottrarsi alla valutazione delle sue prestazioni. Se in forma al 100%, è giocatore che fa la differenza. Se non lo è, rischia figure come quella contro la Virtus (e non solo) in cui è apparso estraneo al corpo della squadra. Ma le maggiori perplessità, ovviamente, arrivano dal fronte d’attacco.

Durante l’interminabile mercato invernale il tormentone, come tutti sapete, è ruotato attorno alla domanda: serve un nuovo bomber? La dirigenza ha optato per il no (ed io sono stato personalmente d’accordo). Solo che le punte sembrano impegnate a contraddire le loro stesse quotazioni. Quattro centri nelle ultime sette gare (tre dei quali concentrati a Rimini). Poco, troppo poco anche per una formazione che ha la migliore difesa del calcio professionistico. Dispiace soprattutto per l’Artigliere Marotta, principe del mercato berico e trascinatore dello spogliatoio. E’ la sua crisi (chiamiamola col nome giusto) a pesare terribilmente sul tabellino delle marcature. Ieri, al momento del calcio di rigore, sui banchi di “Diretta Biancorossa” io e i miei colleghi opinionisti auspicavamo il gol come momento decisivo per la resurrezione di Barbagol. E la parata di Giacomel sul tiro prevedibile e centrale del bomber è stata una delusione cocente, non solo perché privava il Lane del vantaggio ma perché faceva ripiombare il nostro capocannoniere nel tunnel dell’astinenza da gol. Adesso arriva un triplo turno dal sapore tutto emiliano/romagnolo: a Cesena, poi col Piacenza e infine la madre di tutte le partite a Reggio Emilia.

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Potrà Mimmo cavare dal trittico terribile quel che non ha raccolto ultimamente con le Cenerentole? Magari sì. Crederci non costa niente. Ed è proprio in questo mese insidioso che i ragazzi hanno bisogno di tutto l’ambiente. Perché criticare è accettabile solo se questo diritto non si trasforma in autolesionismo. A Pesaro c’erano poco più di 200 persone al seguito. A Cesena (trasferta più agevole dal punto di vista chilometrico) è possibile sperare che la partecipazione dei tifosi biancorossi sia all’altezza di una prima della classe? Ritornare con una vittoria esterna in saccoccia sarebbe il modo più sicuro per ridare serenità a tutti.

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