Il punto di Alberto Belloni: "Rosso e la sfida ai mugugnatori di professione"

All'approssimarsi del campionato resta qualche perplessità sulla campagna acquisti. Ma cosa ci si aspetta da questo Lane marcato Diesel?

Manca solo il big match amichevole contro il Citta e poi cominceranno le partite vere, quelle dove i risultati contano sul serio. L’umore della tifoseria è pieno di speranze ( e la prova migliore viene dal numero degli abbonamenti sottoscritti, che si avvia a toccare quota 7.000, segnando nel caso il record di tesserati nella storia del Lane in serie C) anche se non manca (e pure questo fa parte della tradizione dell’ambiente biancorosso) la solita quota di supporter mugugnanti, insoddisfatti per una campagna acquisti giudicata al di sotto delle aspettative. Io ritengo che per prima cosa occorrerebbe porsi una domanda preliminare: che cosa ci si aspetta dal questo primo Lanerossi Vicenza targato Renzo Rosso?

La promozione immediata?

Se partiamo da un simile presupposto, il piede è quello sbagliato, perché difficilmente un ciclo vincente nasce nella fretta. E’ successo (vedi ultimamente la fantastica cavalcata della Spal) ma si tratta dell’eccezione, non della regola. I mugugnatori di professione, se hanno almeno una quarantina d’anni di età, dovrebbero ricordare il lavoro di Renzo Ulivieri, il quale preparò con calma l’ossatura della squadra per Guidolin, attraverso un piano sportivo iniziato nel 1991 e concluso con la serie A nel 1995.

Per rispondere alla domanda preliminare, dunque, dalla nuova società bisogna pretendere una programmazione seria. Sul breve termine, un campionato che porti la squadra in zona play off e su quello medio il salto di categoria entro tre/quattro anni. Le recenti scelte di mercato di Werner Seeber seguono evidentemente questa logica: costruire uno scheletro per Colella, aggiustando via via (magari partendo già da gennaio) l’organico per una formazione vincente.

Per ottenere ciò, si è puntato su alcuni elementi di spessore, andati ad integrare la rosa di un Bassano già protagonista della scorsa stagione (Mantovani, Solerio, De Falco, Curcio e Arma) e iniziando da subito una politica di valorizzazione dei giovani, da Parolin a Rover e Gashi, passando per i veri e propri baby 2000 e 2001 (Zarpellon, Sacchetto, Rossi, Montagner, Fiorestan ecc.) in linea con le strategie di vivaio di altre provinciali che hanno fatto strada in questo campo, come l’Atalanta, il Brescia e l’Empoli. Se poi le scelte sui singoli elementi siano state ben centrate, sarà il calcio giocato a dirlo. Certo non è il caso di affossare la politica di rafforzamento prima ancora di aver visto una sola partita di campionato.

Un inciso necessario

E a questo punto lasciatemi fare un inciso. Lo scorso anno erano in molti ad affermare che il Vicenza targato ViFin aveva costruito una squadra “da categoria superiore”. Sappiamo bene i risultati ottenuti da quel gruppo. Colpa dei mancati pagamenti degli stipendi, colpa delle baruffe interne, colpa del fallimento, hanno sentenziato gli innocentisti.

Eravamo in pochi a sostenere che in realtà (sciagure societarie a parte) quell’organico fosse stato sopravvalutato e costituito da buoni giocatori di Terza Serie e certo da nessun fenomeno. Una valutazione che mi è costata qualche accesa anche se civile discussione con Moreno Zocchi. Diamo pure ai giocatori dell’anno passato tutti gli alibi del mondo per spiegare le loro psiche disturbate. Ma quest’anno, sciolti dalle scadenze di contratto o dalle liberatorie fallimentari, c’era da aspettarsi che ognuno di loro riprendesse alla grande il posto dovuto nel calcio che conta.

Invece… Sapete quanti dei giocatori in rosa nel 2017/2018 hanno trovato posto nella Cadetteria? Nessuno. Avete capito bene, nessuno. Sono tutti restati in C, salvo qualcuno che è addirittura sceso di categoria e qualche altro calcisticamente desaparecido. Ecco l’elenco completo: VALENTINI (serie C - Triestina). MALOMO (serie C - Triestina), ALIMI (serie C - Rimini) , FERRARI (serie D - Crema), GIORNO (serie C - Monza), CRESCENZI (serie C - Pro Vercelli), GIRAUDO (Serie C - Ternana), DE GIORGIO (serie D - Este), MILESI (serie C - Pro Vercelli), JAKIMOVSKI (estero), ROMIZI (serie C - Albinoleffe), FERCHICHI rientrato al Palermo - fuori rosa), BANGU (serie C - Matera), SALIFU (serie C - Arezzo), GIUSTI (serie D - Este), TASSI (serie C - Arezzo), LUCCA (serie D - Sangiovannese), TURI (svincolato dal Bari), LANINI e BERUATT0 (serie C - Juventus 😎, COMI (serie C - Pro Vercelli), SBRISSA (serie C - Rubo Siena), VIOLA (serie D - Vis Artena).

Non servono i grandi nomi ma il gioco

La mia idea, per concludere, è che non servono i grandi nomi ma il gioco. E’ tutto da verificare se Caracciolo o Granoche saranno per le loro squadre il passaporto sicuro per la promozione. Diamo allora fiducia a questa proprietà. Che fino a prova contraria è l’unica ad essere arrivata coi “schei” all’asta, deserta dal resto dei Paperon de Paperoni nostrani e d’Oltralpe.

Magari una fiducia condizionata, ma Rosso & C. se la meritano, dopo 20 anni di Dilettanti allo Sbaraglio. Se falliranno, ne affronteranno tutte le logiche conseguenze. Ma se invece faranno bene, che fine faranno i nostri baldi mugugnatori di professione? Seguiranno forse a vecchia moda di salire all’ultimo sul carro dei vincitori?

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