Il punto di Alberto Belloni: Lane, una vittoria contro Montezuma

Ultime ore di mercato: vincerà il bilancio o il sogno?

Possiamo fare di seguito tutti i distinguo che vogliamo ma il dato più importante rimane ed è che il Menti ha riaperto i suoi battenti senza la maledizione di Montezuma, battendo sia la Fermana che i cattivi presagi. Detto dei tre punti messi in saccoccia (senza i quali si respirerebbe oggi un’aria di preoccupata perplessità) è opportuno dare il giusto peso a ciò che ancora non va nella formazione di Di Carlo. La quale ha fatto meglio che a Modena nel risultato ma ha confermato i molti limiti osservati al Braglia.

RITOCCHI NECESSARI

Si tratta di stonature che riguardano particolarmente il centrocampo, visto che gli altri reparti, dal portiere, alla difesa fino all’attacco, non paiono francamente più deboli dell’anno passato. Nella zona nevralgica del campo, tuttavia, il Vicenza di Mimmo arranca vistosamente e a poco conta che il mister provi a sottolinearne i (pochi) progressi rispetto alla settimana passata. Il gioco del Lane risulta lento, macchinoso, prevedibile e poco efficace. Ieri pomeriggio i tre playmaker erano Scoppa, Emmanuello e Cinelli.

Partiamo proprio dall’ex capitano, in fondo il meno peggio dei tre. Nel suo caso il rendimento non ancora ottimale deriva probabilmente da una condizione atletica che non è ancora al 100%, visto che esperienza, geometrie e continuità non gli fanno mai difetto. Emmanuello è un elemento di qualità. L’ex allenatore Colella l’ha definito giocatore che in C può fare davvero la differenza. In questo momento però l’ex juventino appare spaesato e in difficoltà nel trovare spazi e movimenti, risultando quasi un corpo estraneo in squadra. Di Carlo lo deve recuperare soprattutto psicologicamente, affinchè trovi in fretta sicurezze e dinamismo per recitare la parte che gli compete.

E veniamo infine alla nota più negativa della situazione, quella riferita al centromediano metodista. L’avventura di Scoppa in biancorosso assomiglia sin qui ad una Waterloo ed è un vero guaio, in quanto l’argentino è l’unico elemento ad avere nel DNA la fisionomia da regista. Il suo rendimento, purtroppo, è apparso non adeguato sin dal precampionato. Capi d’accusa: lentezza esasperante, incapacità di reggere il pressing aggressivo, difficoltà ad ispirare con continuità le ripartenze.

Eppure avrebbe piede e classe per interpretare il difficile compito di direttore d’orchestra. Si rischia così di incappare nuovamente nell’equivoco già pagato duramente nel campionato 2018/2019, quando dopo aver puntato su De Falco si diede il benservito al giocatore salvo poi affidare la stanza dei bottoni ad elementi adattati alla bisogna. Con i risultati che tutti rammentiamo… E’ evidente che la sostituzione avvenuta ieri al 56’ suona come una cocente bocciatura del giocatore e pone il problema di una sua eventuale sostituzione.

BATTE L'OROLOGIO DEL MERCATO: SPENDENDO POCO SI PORTA  A CASA POCO

Una bella gatta da pelare per Giuseppe Magalini, cui resta solo la giornata odierna per tappare le falle in organico. Anche perché quella del play basso è una ricerca senza troppi candidati sul mercato, vista la particolarità del ruolo. Cosa farà il Lane? Lascerà un po’ di tempo a Scoppa, adattando nel frattempo qualche altro compagno alla zona di campo (Cinelli, Pontisso, Zonta?) oppure andrà subito alla caccia di un vice Scoppa?

E cos’altro serve prima che l’orologio milanese decreti lo stop, alle 22.00? Al Vicenza farebbe molto bene poter contare anche su un centrocampista naturalmente portato alla fascia destra (per esempio il citatissimo Pedro Costa Ferreira o l’altrettanto evocato Tait) ma non gli farebbe male nemmeno aggiungere un cagnaccio, un cacciatore di palloni (tipo Rizzo o, meglio, Signori). Ma per portare a casa certi nomi occorre aprire il borsellino più di quello che la società sembra disposta a fare. Una vecchia regola, del calcio come della vita, dice che spendendo poco, abitualmente, si porta a casa poco.

Prendere un giocatorino sconosciuto dal Como, pagarlo una pipa di tabacco e farne un Pallone d’Oro capita una solo volta nella vita. Sono quindi convinto che queste ore siano decisive per capire fin dove vuole arrivare RR nella sua rincorsa ad un Vicenza vincente. Sempre in equilibrio tra sana gestione e ambizioni sportive, il Patron è ad una svolta ed ha pochissimo tempo per passare gli ordini al suo DS. Per portare a casa in extremis i top player servirebbe qualche centinaio di migliaio di euro, probabilmente fuori budget. Vincerà il bilancio o il sogno?

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