Gubbio - LR Vicenza: le pagelle di Alberto Belloni

I biancorossi, rimaneggiati, prendono due sberle.Da salvare il secondo tempo di Zarpellon. Bocciati Stevanin, De Falco, N. Bianchi, Curcio, Arma e Razzitti

Immagine di archivio

GRANDI 6: nessun intervento di rilievo fino al penalty e nemmeno successivamente. Sul secondo gol riesce a metterci una prima pezza ma nulla può sul tapin. Niente da rimproverargli.

D. BIANCHI 6: la sua fascia funziona un po’ meglio di quella opposta. Chiude abbastanza bene i varchi ma latita nelle progressioni in avanti. Non è male nemmeno la seconda parte di gara, nella quale profonde tutte le energie a disposizione. Esce quando serve una squadra d’attacco (si fa per dire…)

BONETTO 6-: soffre Marchi nel gioco aereo ma andava messo nel conto. Tutto sommato la sua prova non è male, senza acuti ma anche senza errori evidenti.

BIZZOTTO 6: anche lui è un po’ in difficoltà sulle palle alte ma chiude comunque bene i varchi, come al 43’ su Battista lanciato verso la rete. Anche nella seconda parte di gara fa il suo.

STEVANIN 4,5: il dinamismo è buono ma il ragazzo sempre ancora acerbo, specie al momento dell’ultimo tocco. Gravissimo il suo sbaglio nella diagonale al 71’, che apre a De Silvestro un’autostrada verso il raddoppio. E così la partita si chiude proprio quando il Lane sta cercando di rendersi (finalmente) pericoloso.

DE FALCO 5-: deludente. Forse non è in perfette condizioni fisiche, tuttavia nel primo tempo si limita all’ordinaria amministrazione senza accendere mai la luce. Un tiraccio alto al 44’. E’ suo l’evidente fallo che causa il rigore. Nel secondo tempo continua a traccheggiare. Sul taccuino solo una conclusione velleitaria all’80 che finisce sopra la traversa. Poco, troppo poco per quello che era stato l’acquisto estivo più oneroso.

N. BIANCHI 5-: un altro che non entra bene in partita. Poche geometrie convincenti e qualche errore di troppo negli appoggi. Se ne accorge anche il mister che lo toglie dal campo, sottraendolo a qualche brutta figura, come quella che fa al 63’ quando Casoli lo lascia sul posto come un palo della luce. Un elemento da recuperare al più presto, per il bene della squadra.

ZARPELLON 6,5: il ragazzino viene preso spesso dalla tenaglia Lo Porto/Casoli e va in evidente difficoltà. Da salvare l’incursione brillante del all’8’. Nel secondo tempo trova posizione e convinzione e diventa l’anima del tentativo di riscossa dei suoi: subisce un mezzo fallo in piena area al 69’, va vicinissimo al gol al 70’ con un imperioso colpo di testa (miracolo di Marchegiani), sferra un bolide da fuori area al 71’ con palla appena a lato e tenta un’altra zuccata all’82’. Al 93’, stremato, sciupa un’opportunità di inserimento in area, ma fino all’ultimo secondo è quello che non smette di cercare almeno il gol della bandiera. 

CURCIO 4,5: ancora una prima fase di gara senza spessore e senza mai incidere sul gioco offensivo. A metà incontro Colella, dopo avergli dato ripetute possibilità di esprimersi, si arrende all’evidenza e lo manda sotto la doccia. E’ un vero peccato, perché, senza Giacomelli, sarebbe l’unico a poter interpretare il ruolo del guastatore. Ma bisogna arrendersi all’evidenza…

ARMA 4,5: nemmeno un tiro in porta in 45’. Può lamentarsi per una vistosa “cintura” in area subìto al 10’ e non sanzionata dall’arbitro. Il modulo a due punte con tutta evidenza non gli giova, perché dal suo cilindro di bomber di razza cava poca roba. E quella poca, come nel caso del cincischiamento prima del gol poi annullato, non è degna della sua fama.

RAZZITTI 4,5: si sperava tanto nel suo contributo, ma paradossalmente la presenza del “vichingo” nuoce ad Arma che si trova spesso lontano dalla porta. Al suo attivo poco (o niente) in fase conclusiva fino alla sostituzione. Un gol lo segnerebbe, in effetti, ma l’arbitro ha già fischiato la posizione di fuorigioco. Beh, che servisse un’altra punta lo si sapeva. Ma oggi s’è visto in maniera quasi imbarazzante…

ZONTA, LAURENTI; TRONCO, MAISTRELLO n.g.: i subentrati non cambiano di una virgola il copione di una gara già ampiamente indirizzata su una brutta china… Difficile raddrizzarla, a quel punto.

Mister COLELLA

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