Rigoni: ricomincio da 3...anzi da 30

Con l’arrivo dei due top player nuovi entusiasmi tra i tifosi e una spinta agli abbonamenti, per un Lane in testa alla classifica fedeltà per ora in mano al Cesena

La presentazione di Luca Rigoni

Due eventi sportivi, a loro modo importanti, punteggiano queste ore: giovedì alle 11 sarà ricordato con una bicchierata presso la casa di famiglia in via Legione Antonini (Osteria al Cane Barbino) il centenario della nascita del leggendario Meo Menti mentre mercoledì all’omonimo Stadio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di un altro vanto del calcio vicentino, quel Luca Rigoni (12 campionati nella massima serie) che ha scelto di finire la sua carriera a Vicenza.

Nelle sue prime parole alcuni concetti nodali: “Sono qui perché l’ho fortemente voluto, anche se avevo proposte dalla serie A e dalla serie B. Vicenza non è una squadra qualsiasi e qui ritrovo le mie radici: la maglia della mia città e il mister con cui ho fatto la Primavera e il Torneo di Viareggio. Logico che con lui ci sia un feeling particolare. So che dopo tanti anni di massima serie non sarà facile calarsi in campi minori e con un gioco meno qualitativo, ma io sono qui con umiltà, a disposizione delle esigenze dell’allenatore. Fisicamente sto bene, mi sono sempre allenato, anche se mi manca un po’ il clima partita, ma già da oggi sto nel gruppo. Gli obiettivi sono chiari e io, come i miei compagni non ci nascondiamo: vogliamo vincere questo campionato. Io ho un contratto annuale ma ho parlato con la società e so che hanno un preciso programma pluriennale. Dunque, cerchiamo di andare subito in serie B e poi penseremo a qualcos’altro di più ambizioso per riportare il Lane nei palcoscenici che merita. Ho scelto il n. 30 perché non è che fossero rimaste molte maglie a disposizione. Sono felice dell’accoglienza ricevuta dai tifosi biancorossi ma so che delle chiacchiere non se ne fanno nulla. E’ ora di parlare coi fatti.”

Ritornando al quadro generale, con il doppio colpo messo a segno dal DS Magalini, grazie al supplemento di risorse messe a disposizione dal board societario, il Lane si mette in linea con le maggiori pretendenti al salto nella Cadetteria, Triestina e Padova in primis. Bisogna ovviamente evitare troppi voli pindarici (sognare con i piedi per terra, secondo il motto coniato qualche anno fa da Mario Sampirisi) ma il salto di qualità fatto dall’organico biancorosso nella volata di mercato è talmente evidente da non poter essere sottaciuto.

Un dato tra tutti. Proviamo a stilare un elenco particolare: Albertazzi, D. Bianchi, Pasini, Bizzotto, Liviero, Scoppa, Zonta, Emmanuello, Zarpellon, Saraniti, Arma. In panca Bonetto per la difesa, Tronco per il centrocampo e Gashi per l’attacco. Una squadra che potrebbe tranquillamente ben figurare in C, puntando ad una salvezza tranquilla. Eppure stiamo parlando solo delle seconde linee del Lane. Questo, forse più ancora dello schieramento titolare, dà il senso della forza del collettivo del Vicenza. Quante squadre ci sono, anche tra le favorite dal pronostico, che possono contare su un simile repertorio di alternative alla formazione tipo? Non vorrei essere esageratamente ottimista, ma in verità non ne vedo nessuna. I campionati, però, non si vincono mai con le figurine Panini.

Il potenziale tecnico è importante ma non esaustivo. Serviranno altre componenti, tra cui la conferma delle doti di allenatore di Mimmo Di Carlo, quel briciolo di fortuna mancata obiettivamente negli ultimi anni e un ulteriore concorso di pubblico, che porti sugli spalti di via Schio buona parte dei dubbiosi, ancora incerti se sottoscrivere il badge annuale oppure no. Da quest’ultimo punto di vista forse molti lettori si sono chiesto come mai una piazza come Vicenza, additata da tutta la stampa nazionale come pubblico record per la serie B (e pure per qualche piazza di A) si sia fatto superare sin qui dagli abbonamenti del Cesena. Per spiegare questo momentaneo sorpasso occorre ricordare alcune cose. Primo, che stiamo parlando di una delle tifoserie tradizionalmente più fedeli alla società, tanto che l’anno passato in serie D il botteghino bianconero ha toccato l’incredibile tetto di 8.354 tessere.

Quest’anno, nonostante il rialzo dei prezzi (mediamente di 1 euro ad abbonamento) il costo pro capite resta un po’ più basso di quello del Menti (ad esempio 170 euro per i Distinti a Vicenza contro i 140/170 romagnoli, più un pacchetto da 190/280 per una famiglia di tre persone al Manuzzi, dove si paga 100 euro l’abbonamento di Curva contro i 105 nostrani. E non dimentichiamo il 50% di riduzione per chi abita fuori Regione.). Non una gran differenza, certo, ma un ulteriore incentivo che, unito al salto di categoria, ha spinto il tetto in casa cesenate agli attuali 8.127 sottoscrittori.

A questo dato formidabile ha contribuito in modo decisivo l’intervento dello sponsor Credito Cooperativo Romagnolo, il quale ha assicurato ad ogni abbonato che abbia aperto un conto corrente un ulteriore ribasso di 50 euro, facendo in tal modo decollare il totalizzatore. Tali considerazioni servono, paradossalmente, a rendere ancor più significativo il risultato già raggiunto in casa biancorossa di oltre 7.000 tessere, un dato straordinario che, come dicevamo, non potrà non beneficiare del bum bum di mercato appena realizzato da Renzo Rosso. Sarà dunque un bel testa a testa, fino alla chiusura della campagna, tra biancorossi e bianconeri, a contendersi la palma di piazze che in termini di pubblico non hanno davvero nulla a che fare con la serie C.

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