Vicenza da rivedere dietro e in mezzo

Peccato perché un successo in calabra avrebbe fatto decollare gli abbonamenti. L'analisi di Alberto Belloni

Alessandro Marotta

Se avessimo passato il turno, avrei scritto la stessa cosa: attenzione, è calcio d’agosto. Usciamo dalla Coppa Italia maggiore e questo dispiace. Ma non è il banco di prova che era fondamentale superare. Cerchiamo piuttosto di trarre dalla gara al Granillo le indicazioni utili per costruire un Vicenza capace di imporsi come protagonista in serie C.

Che cosa non ha funzionato contro la Reggina? Diverse cose, alcune delle quali ascrivibili al processo di preparazione della squadra in vista del campionato e quindi in qualche modo fisiologiche. Altre invece che potrebbero preoccupare Di Carlo (apparso visibilmente insoddisfatto in alcuni frangenti della partita) perché delineano problemi strutturali più difficili da risolvere sul piano tecnico. Il primo dei quali tocca evidentemente la difesa, un reparto che già l’anno passato aveva suscitato alcune perplessità soprattutto nel pacchetto centrale Bizzotto/Pasini.

E’ in particolare la prova opaca del capitano ad aver attirato l’attenzione degli osservatori, ponendo il quesito se il reparto possa essere registrato semplicemente attraverso soluzioni interne (ad esempio utilizzando Pasini, o spostando al centro Cappelletti) oppure andando a cercare sul mercato un rinforzo di ruolo. Sarà il tecnico a valutare la cosa. L’altro settore che non ha convinto è quello nevralgico del campo. Il 4/3/1/2 scelto sin qui dal tecnico può alimentare con successo la spinta offensiva ma rischia di lasciare spesso in inferiorità numerica le mezze ali.

In terra calabrese s’è visto uno Stoppa lento e troppo basso che abbandonava talvolta Cinelli ed Emmanuello alla mercè dei centrocampisti avversari. Specie se Giacomelli deve occuparsi più di supportare le punte che di tornare a dare una mano. In questo caso i due vertici del rombo (il metodista e il trequartista) sono troppo lontani tra loro e la squadra non ha abbastanza densità in mezzo.

Come ovviare? Recuperando la condizione dell’argentino e decidendo una volta per tutte un ruolo adatto a Jack. Ho già osservato in precedenza che nel settore di destra non abbiamo nessun giocatore costruito ad hoc. Le nostre mezze ali sono versate per stare al centro oppure spostarsi preferibilmente sulla zona mancina. Servirebbe dunque un elemento di ruolo, capace di alimentare la spinta ma anche di tornare a rinforzare l’esterno basso alla bisogna.

Non può essere Tait, per le ragioni ripetutamente espresse? Ecco spiegata la candidatura di Roberto Zammarrini, centrocampista del Pisa già a Pordenone, con capacità di giostrare anche sulla fascia destra. L’ex neroverde, tuttavia, ha spiccate doti offensive, mentre al Vicenza serve forse un elemento più duttile. Altri assi nella manica del DS? Veniamo agli aspetti positivi emersi ieri sera. Cinelli si conferma colonna portante della squadra. Giacomelli, anche quando non brilla, è sempre un valore aggiunto.

E l’Artigliere Marotta, che ha indossato la palma del migliore in campo, pare essere un acquisto determinante per concretezza e carattere. Dispiace invece per Guerra, apparso evanescente, troppo somigliante a quello pallido di inizio stagione scorsa. L’insufficienza in pagella lo deve spingere a tornare ai livelli della seconda parte di torneo. E a proposito di pagelle, giusto per scongiurare le critiche di qualche fenomeno da tastiera, convinto che le mie siano valutazioni provenienti da Frate Indovino, segnalo di non essere stato presente allo stadio del Capo per un match che come sapete non aveva copertura televisiva.

Ho seguito l’intera gara attraverso la diretta radiofonica di un’emittente locale ma le valutazioni le ho lasciate al nostro inviato sul posto, che ringrazio per il prezioso servizio assicurato. Proprio come facemmo esattamente un anno fa a Palermo. Ora Reggina Vicenza passa in archivio. Gli uomini di Toscano si avviano a giocarsela con l’Empoli e il Lane si butta a testa bassa negli ultimi ritocchi prima della Grande Avventura 2019/2020. L’unico vero rimpianto è che un buon risultato al Granillo avrebbe spinto alle il totalizzatore degli abbonamenti. Ne faremo a meno…

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