Lr Vicenza - Cesena Fc: 2-1, secondo posto in solitaria

Contro i romagnoli la vittoria del cuore. Tra i migliori Zonta, Vandeputte, Marotta e i centrali difensivi. Bocciato il solo Guerra

Non è stato facile piegare il Cesena, probabilmente la miglior squadra vista sin qui al Menti. Quadrati a centrocampo e ficcanti nelle ripartenze, i bianconeri hanno disputato un gran primo tempo, nel quale hanno messo sovente in difficoltà gli uomini di Di Carlo. Il loro vantaggio, tuttavia, è frutto di un clamoroso abbaglio dell’arbitro Santoro. Fondamentale è stato il gol del pareggio di Vandeputte che ha consentito al Vicenza di giocare la ripresa su un tema tattico meno favorevole agli ospiti, che infatti non si sono più resi particolarmente pericolosi. Bene il pacchetto di retroguardia, che ha concesso poco o niente al tiro e bene anche il centrocampo, inizialmente in inferiorità numerica ma poi sistemato dal mister. Il bomber Marotta a secco ma leader in generosità e sacrificio. In ombra le fasce, che hanno coperto le offensive del Cesena ma non hanno praticamente mai spinto in avanti. Pubblico delle grandi occasioni, che non ha mai smesso di sostenere i biancorossi.

LE PAGELLINE

GRANDI 6+: deve alzare bandiera bianca solo sul rigore, inesistente, sul quale peraltro intuisce la traiettoria arrivandoci quasi con la punta delle dita. Per il resto una sicurezza, come sempre sin qui.

BRUSCAGIN 6: in fase difensiva non ha fatto male, anche perché il suo recupero alla disperata su Zecca è apparso subito sul pallone (impressione confermata dai replay). E’ invece mancato al momento di avviare le iniziative sulla fascia mancina che sarebbero servite molto per aggirare il gran traffico a centrocampo.

CAPPELLETTI 6,5: magari con qualche rudezza ma riesce sempre a rintuzzare i tentativi dei bianconeri di far male a Grandi. In effetti, rigore e serpentina ubriacante di Franchetti a parte, il portiere berico non deve sobbarcarsi un superlavoro. E nella ripresa gli uomini di Modesto vanno in riserva.

PADELLA 6,5: anche lui fa argine contro le folate degli attaccanti cesenati. In realtà a far più male sono i centrocampisti ospiti che arrivano da dietro, trovando spesso, soprattutto nella prima frazione di gioco, i tempi giusti tra le linee. Ma questo è un limite che riguarda più il centrocampo che la difesa.

BARLOCCO 6: vedi il compagno della corsia opposta. Anche lui si dedica con impegno a chiudere i varchi sulle linee laterali ma latita alquanto nella fase di inserimento in avanti. Questo della fasce esterne è un punto sul quale Di Carlo dovrà ancora lavorare un poco, perché il suo Vicenza nelle due corsie ha troppo spesso il freno a mano tirato.

RIGONI 6: svolge con attenzione il suo compito davanti alla difesa, ma nonostante la sua caratura e la sua esperienza, pure il biondo fatica a contrastare gli avversari, specie finchè là in mezzo i biancorossi restano in tre. L’impressione è che pian piano si stia avviando ad una condizione fisica accettabile e questa è una gran bella notizia.

ZONTA 7+: il bassanese è quello che più canta e porta la croce in mezzo ad un nugolo di avversari. Nonostante l’immensa mole di lavoro regge egregiamente fino alla fine. Il suo destro da 25 metri costringe alla respinta corta Agliardi, propiziando il gol del pareggio.

VANDEPUTTE 7: ormai si è capito che il belga è un valore aggiunto imprescindibile. Non solo ha classe da vendere ma non si tira indietro nemmeno quando il clima si fa da battaglia. Il suo tapin per l’1-1 è meno facile di quel che si pensa: solo un giocatore con entrambi i piedi buoni avrebbe potuto correggere nel sacco il pallone del 30’: un giocatore meno dotato avrebbe cercato lo stop e probabilmente perso l’attimo giusto.

GIACOMELLI 6,5: anche quando, come stasera, non fa numeri da circo, riesce ugualmente ad essere decisivo. E’ da una sua incursione che nel secondo tempo matura il fallo da penalty: fallo non evidentissimo, ma anche qui ci aiutano le immagini televisive. Il difensore tocca nettamente il piede di Jack, che poi rovina a terra. Azione accentuata, ma irregolarità manifesta.

GUERRA 4: non pervenuto. Dispiace formulare un giudizio tanto pesante ma la realtà è quel che è. L’unica cosa da fare è pazientare e attendere che entri in forma, perché sul valore del giocatore c’è poco da dire. Oggi, però, è stata la controfigura del bomber che abbiamo conosciuto.

MAROTTA 6/7: prova un paio di volte ad andare al tiro ma si vede che non è giornata. Un altro si sarebbe immalinconito, scomparendo dal taccuino. Ma l’Artigliere non è tipo. Raccoglie la ramazza, striglia il mulo, pulisce l’obice. Ed è dappertutto dove serve una mano a portare a casa il risultato. Uomo ovunque, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

PONTISSO 6,5: la sua gioventù giova al centrocampo berico, mettendo muscoli e polmoni nel motore. Sarà un caso, ma è quando arrivano le forze fresche che l’undici romagnolo comincia ad accusare pesantemente la fatica. Un buon ingresso

TRONCO 6,5: bene anche lui, dopo il gol di metà settimana col Summania. Porta vivacità in campo, tenendo qualche buon pallone, prezioso per far passare i minuti. Giusto averlo tenuto…

ARMA 6-: il suo ingresso non sposta molto l’economia della partita. Giusto qualche spizzata di testa ma nessuna iniziativa interessante.

ZARPELLON n.g.: giusto sette minuti per tenere la palla lontana dall’area biancorossa. Compito riuscito.

Mister DI CARLO 7: si sa che il suo modulo espone spesso il centrocampo ad un superlavoro. Anche col Cesena è stato così, visto che i pericoli sono arrivati soprattutto dagli inserimenti da dietro. La difesa, però, ha coperto bene gli spazi (salvo nel micidiale contropiede del 21’) e tutta la squadra ha lasciato l’impressione di grande solidità, di trame e di testa. Di fronte alle telecamere RAI il suo Vicenza ha dato prova di essere squadra di vertice. Per il momento il super Padova sta quattro punti avanti, ma il Lane resta imbattuto e in perfetta media inglese. E il pubblico alla fine invoca il suo nome.

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