"Buon lavoro alla famiglia Rosso e benvenuti nella leggenda": il punto di Alberto Belloni

La scelta di vestire gli abiti biancorossi potrebbe infatti risultare l’anello perfetto di transizione (magari tra un’altra ventina d’anni) dalla periferia del calcio all’Olimpo delle megasquadre

I trapassi non sono mai facili, quelli calcistica meno ancora, perché si scontrano con sentimenti forti e radicati. Logico dunque che la nascita del LaneROSSO Vicenza sia contrassegnata da dubbi e discussioni.

Sul Ponte degli Alpini non hanno gradito la cesura improvvisa con cui è stata liquidata la società giallorossa e vorrebbero rassicurazioni certe sul suo immediato futuro. Quelli biancorossi a loro volta sono pieni di aspettative ma le anticipazioni su programmi e strategie del patron Diesel arrivano col contagocce. L’incertezza al momento regna dunque sovrana ma non poteva essere diversamente, vista la complessità dell’operazione che ha chiuso il rapporto con la curatela fallimentare e il tempo molto breve (almeno così si immagina) tra la decisione di rilevare via Schio e l’atto notarile (peraltro non ancora perfezionato) che ne sancirà l’esecutività.

E’ chiaro che con questa operazione salvataggio e con il “piano Marshall” che ne consegue, Renzo Rosso e su figlio Stefano si sono guadagnati in un colpo non solo la riconoscenza del popolo berico ma anche il diritto di fare le cose con i loro tempi e a loro modo. Se li sono guadagnati passando una botta di spugna sulla pletora di personaggi che ronzavano da tempo attorno alla Nobile Provinciale: alcuni con le caratteristiche dei dilettanti allo sbaraglio, altri in cerca di semplice visibilità mediatica, altri ancora su cui carità cristiana impone di stendere un pietoso velo etico.

Con le prime scarne dichiarazioni il gruppo OTB ha fatto sapere che il processo di rilancio del club neonato non sarà né facile, né probabilmente rapido. Uscire dalla serie C non è impresa da poco: a qualche squadra è riuscito con successo ma per altre ha segnato un periodo di decadenza e di delusioni. Val però la pena di non accompagnare il passaggio di consegne con troppe perplessità. La nuova proprietà è credibile ed ha certamente studiato questo passo con la stessa oculatezza che le ha consentito di costruire un ruolo leader nel campo tessile. Io ritengo che mister Diesel, dopo aver fatto un mezzo miracolo calcistico durato 22 anni, con il quale dopo aver preso una società ai minimi termini, l’ha portata assieme ai suoi collaboratori ad un ruolo significativo nel mondo del pallone, da un po’ si sentisse stretta addosso la dimensione di Bassano.

Vedremo se mi sbaglio,

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