Brescia-Vicenza, quando Baggio scelse... Mazzone

Era la calda estate del 2000 quando il divin codino si congedò dall'Inter dopo averla portata in coppa Uefa. I vicentini sognarono il grande ritorno ma alla fine la spuntò il Brescia

Roberto Baggio e Carlo Mazzone sulla copertina del magazine della Gazzetta dello Sport

Anni dopo, in un'intervista ad un quotidiano, Carlo Mazzone disse: " Se non fosse per me Baggio sarebbe andato alla Reggiana...". In realtà nell'estate del 2000 il "Divin condino" fu vicinissimo al grande ritorno in biancorosso. 

baggio lippi-2Alla fine della stagione 1999/2000, Baggio era in fuga dalla grandi. Il progetto di far rivivere una grande Inter assieme a Ronaldo, si era schiantato contro un icerberg chiamato Claudio Lippi. Tra Roberto ed il tecnico che portò l'Italia a sollevare la Coppa del mondo nel 2006 non scoccò mai la scintilla. Dopo tanta panchina e due gol decisivi per lo spareggio Uefa al Parma di Buffon, Baggio era di nuovo su piazza. Tornare a casa, nella squadra che più di 20 anni prima lo aveva lanciato, arebbe potuto essere il finale  perfetto per il ragazzo di Caldogno diventato uno dei più grandi di sempre. Qualcosa, però, andò storto.  

Baggio era in cima alla lista dei desideri di tante provinciali, tutte squadre in cerca del campione che fa vendere le magliette e  aumentare il numero degli abbonamenti. Le offerte non mancavano, ci pensarono seriamente la Reggiana, il Bologna, (altra piazza nostalgica del Codino) il Vicenza ed il Brescia.  Baggio era alla ricerca dei giusti stimoli. Dopo aver giocato con Juventus, Milan, Inter e Fiorentina, il numero dieci voleva, prima di tutto, essere ancora protagonista e giocarsi l'ultima occasione per tornare a vestire l'azzuro in vista del Mondiale asiatico. 

A Vicenza i tifosi sognavano ad occhi aperti. I biancorossi avevano appena riconquistato la massima serie e viaggiavano con il vento in poppa sotto la guida del timoniere Eddy Reja. L'arrivo di Baggio sarebbe stata la cigliegina sulla torta. I diavolo, però, fa le pentole e non i coperchi.

brescia baggio-2Il 14 settembre il sogno finsce. Roberto, dopo aver ricevuto una chiamata da Mazzone, firma con le rondinelle un contratto biennale da 4,5 miliardi di lire netti a stagione. Lo scopo dichiarato è quello di guadagnarsi la fiducia del Trappattoni e la Nazionale. Non accadrà mai. Nonostante le tante polemiche e le richieste dei  suoi sostenitori, il Trap preferirà portare Di Livio nella disastrosa avventura nippo-coreana.  Il Brescia però vivrà due anni magici, riuscendo sempre a salvarsi anche grazie alle prodezze di Baggio.

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Ma cosa spinse il Codino lontano da Vicenza? In molti disserò che l'affare saltò per una mera questione economica. Il Brescia aveva fatto l'offerta migliore. Altri, i ben informati, dicono che tra gli uomini mercato della società di via Schio e Baggio ci fosse già un'intesa. Roberto,  era pronto a dire sì, ma la  telefonata ufficiale del presidente Aronne Miola non arrivò mai. Ad alzare la cornetta fu solo il genuino Carletto Mazzone.

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