La Regione Veneto punta sull’agricoltura sostenibile

Franco Manzato: "Vogliamo verificare quanto il valore dell'agricoltura e i risultati per il reddito delle imprese siano strettamente connessi alla qualità delle produzioni e quanto quest'ultima è espressione anche dell'ambiente che li produce"

L’agricoltura, si sa, svolge un ruolo fondamentale per la nostra sopravvivenza, fornendoci la maggior parte degli alimenti con cui ci nutriamo. Se praticata in modo non sostenibile, però, può causare gravi danni all’ambiente e agli esseri viventi che lo abitano: degrado e impoverimento del suolo, inquinamento delle acque per il massiccio uso di concimi chimici e di fitofarmaci, enormi consumi idrici richiesti dall’agricoltura intensiva. Per questo occorre ripensare un modello di produzione più rispettoso dell’ambiente. La Regione Veneto vuole puntare proprio su questo e realizza il progetto “Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”. Di cosa si tratta? Tramite analisi nutrizionali/nutraceutiche e metabolomiche realizzate dalle università di Verona e di Padova, verranno esaminate le caratteristiche dei principali prodotti tipici veneti, effettuando anche il biomonitoraggio del loro ambiente di coltivazione. Finanziato dalla Regione, il progetto è realizzato in collaborazione con le Organizzazioni di Produttori (che metteranno a disposizione le proprie aziende) e dei Consorzi di Tutela DOP/IGP.
 

“Vogliamo verificare quanto il valore dell’agricoltura e i risultati per il reddito delle imprese siano strettamente connessi alla qualità delle produzioni e quanto quest’ultima è espressione anche dell’ambiente che li produce”, ha affermato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato annunciando in questo modo l’avvio del Progetto.
 

Ma vediamo più nel dettaglio cosa prevede questo progetto. Prima di tutto verrà effettuato un monitoraggio ambientale (acqua, aria, suolo) di trecento aziende prese a campione fra tutte le province venete; in un secondo momento si farà il monitoraggio del prodotto (dop, igp, prodotti tradizionali): i prodotti selezionati saranno circa mille. I controlli si svolgeranno da marzo a ottobre circa, in base ai periodi biologici di fioritura di ogni frutto e ortaggio.
 

Tutto questo, afferma la Regione, con l’obiettivo di fornire risposte oggettive e concrete ai consumatori, garantendo loro che le tecniche produttive utilizzate nella filiera sono ecosostenibili e fornendo assicurazioni circa la salubrità e la qualità dei prodotti ortofrutticoli veneti, attraverso un monitoraggio ambientale e di prodotto che evidenzi eventuali anomalie.
 

I prodotti esaminati (quelli tipici, tradizionali e a marchio) verranno rapportati al territorio per confermare la correlazione tra “prodotto sano” e “ambiente sano”. Per questa visione globale del comparto agricolo si applicherà il disciplinare “Biodiversity Friend”, la prima e unica certificazione in Italia in grado di valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura, “valore essenziale – ha concluso Manzato – al quale non è più possibile rinunciare. Mi risulta che il Ministero delle politiche agricole sia anch’esso interessato all’iniziativa. Oltre ad altre Regioni, che si stanno già indirizzando verso questo nuovo tipo di approccio”.

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