Materiali pericolosi, rifinanziato il servizio “Micro raccolta amianto”

Su proposta dell'assessorato alla progettazione e alla sostenibilità urbana, stanziati altri 5 mila euro per lo smaltimento del pericoloso materiale

Rifinanziato dall’amministrazione comunale vicentina il servizio “Micro raccolta amianto”: erogato dal 2010 nell’ambito del “Piano Regionale di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dei pericoli derivati dall'amianto”, si tratta di un contributo dell'assessorato alla progettazione e sostenibilità urbana che copre il cosiddetto “diritto di chiamata” per lo smaltimento del pericolo materiale, una cifra tra i 150 e i 250 euro, altrimenti a carico del cittadino che in questo modo deve così farsi carico solo del costo dello smaltimento vero e proprio, eseguito da AIM Ambiente.

L'amianto, si sa, è un grave problema ambientale e sanitario che coinvolge gran parte del pianeta. Molto sentito anche nel nostro Paese dove però c’è una legge del 1992 che ne bandisce l’utilizzo. L’Italia, infatti, sta ancora pagando le conseguenze degli alti livelli di esposizione derivati dall’utilizzo di questo materiale dal secondo dopoguerra in particolare nei settori della produzione industriale di manufatti in cemento-amianto, di manufatti tessili contenenti amianto, della cantieristica navale, della riparazione e demolizione di rotabili ferroviari e nell'edilizia. Secondo dati dell’Inail, si stimano in 20-30 milioni di tonnellate i materiali ancora presenti sul territorio nazionale che nei prossimi anni, con il procedere delle bonifiche, diventeranno rifiuti da smaltire. Per risolvere questo problema, infatti, non è sufficiente mettere in sicurezza, confinare i materiali contenenti amianto o bonificare gli edifici rimuovendoli, occorre anche smaltire correttamente i rifiuti prodotti. Ed è quello che l’amministrazione vicentina fino ad ora ha fatto.

Afferma il comune in una nota che dal 2010 a oggi, grazie ad un finanziamento complessivo di 20 mila euro, si sono smaltiti oltre 3500 metri quadrati di coperture ondulate contenenti amianto, pari a 32.200 chilogrammi di materiale rimosso in 85 differenti interventi. Considerato il buon riscontro registrato in questi tre anni e mezzo di attività, l'amministrazione comunale, su proposta dell'assessorato alla progettazione e alla sostenibilità urbana, ha ora stanziato altri 5 mila euro, invitando tutti i cittadini che devono ancora smaltire materiale con amianto a contattare AIM Ambiente per concordare le relative operazioni.

“Altri Comuni – ha ricordato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza – hanno fornito ai cittadini il kit per la rimozione diretta del materiale. Noi abbiamo ritenuto che la forma del contributo fosse più valida, per evitare rimozioni incaute e smaltimenti non corretti. Gli 85 interventi eseguiti fino ad oggi sono un numero significativo. Con l'ulteriore contributo di 5 mila euro contiamo di raggiungere il centinaio di rimozioni. Non sarà la soluzione definitiva del problema, ma di certo un incentivo ad evitare di gettare materiali con amianto nei cassonetti o nei fossi, dalle onduline fino ai vecchi assi da stiro”.

 “Dal 2008 ad oggi – ha proseguito l’Assessore– sono stati circa 300 i procedimenti aperti dal settore ambiente in seguito a segnalazioni relative a privati e aziende. Va detto però che non sempre si è trattato di amianto, come chiarito dalle analisi di laboratorio, e che non sempre è stato necessario ordinare la rimozione del materiale: se, infatti, non c'è pericolo di dispersione della fibra, basta la redazione di un dettagliato piano di monitoraggio. Per affrontare in modo radicale la questione servirebbe però il censimento delle coperture in amianto presenti in città, da avviare con finanziamenti regionali annunciati, ma mai stanziati”.

Tra i casi più significativi risolti nell'ultimo periodo, l'assessore Dalla Pozza ha ricordato la bonifica eseguita all'ex Zambon con mezzo milione di euro stanziato dalla Regione, quella nell'Oasi della Valletta del Silenzio costato al Comune 20 mila euro per intervenire nel prefabbricato ex Agriter.

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