Vicenza misteriosa: racconti da brividi della nostra tradizione

Miti e leggende, tradizioni e racconti, cavalieri e dame, streghe e folletti, diavoli e santi… tutto questo fa parte delle vecchie storie che da tempo immemorabile, sono parte integrante della nostra cultura. Un patrimonio immateriale inestimabile che rivivrà, per la gioia di grandi e piccini, soprattutto in questo periodo di Halloween

Di fronte al mistero la curiosità non ha confini né barriere, se non quelle che le persone si autoimpongono per paura di ciò che non si conosce. Ma la nostra provincia ha un passato fatto anche di leggende e storie misteriose, rese ancor più suggestive e di atmosfera dai luoghi incantevoli.

Vicenza, con le sue figure fantastiche di nani, orchi, anguane, folletti e streghe si copre di un sottile velo esoterico e mistico, vi accompagniamo nei meandri di quella Vicenza che faceva tenere gli occhi sbarrati agli abitanti del dopoguerra, quando nei famosi filò si riunivano le famiglie e le storie prendevano forma. 

STREGHE E FILATURA
Dall'autunno alla primavera le donne filavano, lavoravano all'uncinetto, ricamavano, rammendavano al tepore del fuoco domestico e della stalla.
La filatura, per le popolazioni antiche e per l'eredità contadina, era un'attività considerata misteriosa, dove si accavallavano gli aspetti magici legati al mondo del femminile.
Le maghe venete, ovvero le Rododese e le Anguane, si dice osservassero la filatura delle donne eseguita nelle ore notturne premiando o castigando le filatrici secondo il loro metodo, così veniga stabilito il periodo oltre al quale le donne non dovevano più tessere e filare.
In alcune zone era vietato filare di giovedì perchè le streghe avrebbero disfato il lavoro quella stessa notte del Sabba, vietato anche il venerdì perchè il Demonio era attivo proverbialmente in quel giorno infausto, ed ovviamente vietatissimo anche il Sabato, giorno dedicato anticamente al Dio Saturno, divinità infera, sostituito dall'ignoranza cristiana con il Diavolo ed il Sabba stregonesco. Domenica pure era proibito poichè in quel giorno neppure la Madonna filava e quindi c'era il pericolo di filare i suoi divini capelli!
Divieto di filare anche durante il Solstizio d'Estate e di Inverno, proibito durante la notte di Samonios- 31 ottobre, alla festa di Santa Lucia, la Vigilia di Natale perchè le Streghe in questa notte avevano il potere di insegnare i loro poteri alle donne che filavano, la vigilia di capodanno e la notte che precede la Candelora.

La montagna spaccata

Qui abitano le Anguane. Questa montagna scavata nella roccia dal torrente Torrazzo nella zona delle Piccole Dolomiti località Recoaro Terme è legato misteriosamente a delle creature femminili e acquatiche chiamate Anguane. Gli abitanti del posto dicono che, quando cala la notte, le anguane escono con le loro ceste di vimini e vanno a lavare i panni sul fiume. Sono donne affascinanti dai lunghi capelli, ma dal temperamento contrastante, a volte docili a volte pericolose. Le loro movenze attraggono ammaliando i viandanti con la scusa di accompagnarli tra i boschi, per poi trascinarli in una “busa” profonda e farli prigionieri per sempre.

Il villaggio degli gnomi

Il piccolo popolo degli gnomi ha trovato dimora in quel di Asiago. Proveniente dai paesi del Nord, dopo tanto divagare scoprono i boschi silenti dell’altopiano, se ne innamorano e decidono che sarebbe stato il loro habitat per sempre. Se fate attenzione potrete scorgerli inoltrandovi nel fitto bosco della montagna, c’è chi giura di aver persino parlato con loro. Hanno un’altezza di 25 centimetri, sono buoni e simpatici, ma adorano fare  scherzi ai bambini. Sulla scia di questo spirito è stato costruito un villaggio di gnomi per aiutare adulti e piccoli a non dimenticare il potere della fantasia. Con l’aiuto dell’immaginazione troverete qualche gnomo intento a raccogliere della legna, a scaldarsi vicino ad un fuoco o coricato sulle radici di un albero secolare. Buona fortuna.

Folletti dispettosi a Roana

L'Ecomuseo funge da catalizzatore per le centinaia di persone che, partendo da questo luogo, si avviano tra i sentieri con lo scopo di fare degli incontri strani. Streghe e salbanei, folletti e orchi popolano i dintorni dei Sette Comuni e tra uno scherzo, dispetto o anche qualche favore convivono con gli umani. E' capitato per esermpio ad un contadino di ritrovare il proprio cavallo da tiro con la lunga coda intrecciata come una capigliatura da principessa delle fiabe, e questa è solo una fra le tante storie che vi capiterà di sentir raccontare se avete la fortuna di sedervi accanto ad un autoctono che abbia voglia di svelare i misteri dei boschi.

Il fantasma di Luigi Da Porto

Lo sapete che la famosa novella di Giulietta e Romeo cui Shakespeare prese spunto per la sua magnifica tragedia è stata scritta da Luigi Da Porto? Dopo le vicende della lega di Cambrai, nel 1508 quando Francia, Impero e Papato strinsero alleanza contro lo strapotere di Venezia in Italia, il nobile si ritirò nella sua villa palladiana di campagna "Da Porto Barbaran" a Montorso, perché ferito gravemente. Fu proprio questa quiete ritrovata che ispirò la sua novella. Dalla  piccionaia  egli poteva scorgere il profilo dei Castelli di Montecchio Maggiore e pensando alla sua amata lontana scrisse il canovaccio della tragedia.  Quello che di questa tormentata e melanconica figura possiamo ritrovare venendo qui a Montorso è il suo inquieto fantasma. Alcuni abitanti dichiarano di sentirne i lamenti e i passi, egli non ha trovato pace nel suo cuore e si aggira nella villa e nei dintorni da secoli.

Diavoli e streghe a Costozza

L’area dei colli Berici tra Lumignano e Costozza è caratterizzata da un tipo particolare di grotta, chiamata il “covolo”. Sono delle vere e proprie stanze scavate nella roccia con l'imboccatura generalmente stretta, una sorta di piccola porticina che funge da ingresso. Un tempo si rifugiano al loro interno gli abitanti della zona per scampare alle incursioni nemiche durante la guerra. La leggenda racconta che oggi vi siano delle presenze arcane che potrebbero diventare pericolose per i visitatori solitari. Disturbare le danze e il girovagare di queste streghe non è cosa buona, soprattutto perché si potrebbero arrabbiare e mettervi paura diventando malefiche creature che portano disgrazie, contro cui, neanche il parroco e l'acqua benedetta, possono nulla.

I veri Promessi Sposi Orgiano

Nel 1607 ci fu un processo molto particolare ad Orgiano. Che cosa era successo? Questo borgo vicentino si distingueva per soprusi ed efferatezze ai danni dei contadini da parte del famigerato Paolo Orgiano (don Rodrigo). Alla guida dei suoi feroci “bravi” egli compiva il "ratto" di giovani donne. Fu condannato al carcere a vita, ma il mistero si infittisce quando altri personaggi compaiono nel processo. Renzo e Lucia (i contadini Vincenzo e Fiore), fra' Cristoforo (frà'Ludovico Oddi) e il conte zio. Quest'ultimo, che nella realtà storica si chiamava Settimio Fracanzan, abitava fra colonne e scalinate di villa Fracanzan-Piovene, un bellissimo esempio di architettura veneta, pur nella sua originale mistura di ordini diversi riassunti nella facciata meridionale. Sepolto per oltre due secoli in un polveroso archivio veneziano, nel 1819 questo documento sarebbe finito fra le mani di Alessandro Manzoni, a coronamento di "segreti rapporti" intercorsi con tale Agostino Carlo Rubbi, funzionario dell'Impero Austriaco molto pratico di segreti giudiziari. Il mistero appare chiaro e lasciamo a voi lettori trarre le giuste conclusioni.

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