Emergenza freddo, il servizio salva-vita della Caritas Vicentina: si cercano volontari

Dal 1° novembre al 31 marzo Casa San Martino è in modalità salva-vita: il ricovero notturno, in risposta all’emergenza freddo accoglie anche chi deve ancora avviare un percorso di inclusione sociale

Il freddo invernale bussa alle porte e, come ogni anno, la Caritas Diocesana Vicentina apre le proprie, ospitando nel ricovero notturno di Casa San Martino (Contra’ Torretti, 40) 65 persone: oltre ai soggetti in difficoltà abitativa già conosciuti, l’accoglienza si apre anche a persone senza dimora che finora non hanno avviato un percorso individuale di inclusione sociale, ma che rischiano comunque la vita a causa delle temperature rigide della notte. Tutto ciò a patto che siano disponibili ad accettare minime regole di convivenza e di rispetto reciproco. Si tratta di un vero e proprio servizio salva-vita, attivo dal 1° novembre al 31 marzo, accompagnato dalla distribuzione di coperte a chi, per vari motivi, non vuole o non può dormire al ricovero.

“L’intento della Caritas Vicentina, compatibilmente con la capienza della struttura – spiega il direttore don Enrico Pajarin –, è quello di non lasciare per strada nessuno. Apriamo le nostre porte per evitare che si ripetano tragici episodi del passato, che hanno visto come vittime persone senza dimora lasciate senza un riparo per difendersi dalle temperature invernali. Il ringraziamento va agli operatori e ai volontari di Casa San Martino e di Casa Santa Lucia, le nostre due strutture di pronta accoglienza per persone in grave marginalità, perché ogni anno garantiscono ascolto, accoglienza e risposte ai bisogni primari, restituendo dignità ai nostri ospiti. E tutto questo sempre con l’intento ultimo di costruire assieme a loro un percorso individualizzato di reinserimento sociale”.

L’attenzione ai senza dimora è h24: accanto al ricovero notturno di Casa San Martino, c’è infatti l’altrettanto preziosa presenza diurna di volontari ed educatori in Casa Santa Lucia (via Pasi, 8): segretariato sociale per la definizione di percorsi individualizzati, mensa, lavanderia, docce e laboratorio occupazionale per le persone motivate. In totale nel 2017 i due servizi hanno potuto contare sul preziosissimo aiuto di 956 volontari.

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