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Controllo del territorio da parte dei cittadini non sudditi.

Quando un delinquente rapina con le armi, deve mettere in conto il rischio di scontro a fuoco e di lasciarci la vita. Spiace per i familiari del morto, ma cosa cambiava se a ucciderlo fossero state le forze dell'ordine?

E' fondamentale per la sicurezza dei cittadini creare una comunità coesa, attenta e solidale a 360°; se un malintenzionato se la prende con qualcuno, magari debole (di solito anziani), deve sapere che si mettono contro di lui anche i vicini. Da sempre l'unione fa la forza. Se uno è testimone di una violenza contro un minore e non interviene, non rischia forse l'omissione di soccorso?

Le forze dell'ordine non arrivano dappertutto, il controllo del territorio da parte della popolazione residente non è sbagliato, anzi. Delegare tutto agli altri, allo Stato, non da mai buoni risultati ed è indice di sudditanza. "Aiutati che il ciel t'aiuta!" dice un saggio proverbio. Ci sono delle tecniche d'intervento passivo che riducono i rischi. Il cittadino non va bene solo come carne da cannone agli ordini di qualcuno, magari fuori di testa; vedi tutta la grancassa patriottica di questi mesi per la ricorrenza del centenario della grande guerra. Nonni vigili, volontari negli ospedali e case di riposo, protezione civile, soccorritori, pedibus, ... sono tutte sfaccettature di una solidarietà capillare che coinvolge direttamente le persone; perché non estenderla anche alla sicurezza del territorio? Sul come, basta un po' d'intelligenza e vedere cosa c'è in giro per il mondo.

Finalmente un popolo di cittadini non di sudditi!

Carlo Pento

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