Emergenza senza tetto, Arcadia:"Ripartiamo dai chiostri aperti"

Domenica, gli attivisti del Centro sociale Arcadia si sono fatti promotori di un'assemblea cittadina per organizzare una rete di solidarietà nel territorio dell'Alto Vicentino

Dopo l'apertura dei Chiostri di San Francesco gli attivisti del Centro sociale Arcadia hanno promosso un'assemblea cittadina che ha visto la partecipazione di molti cittadini e di molte realtà del territorio. Incontro nel quale gli attivisti hanno ribadito la loro posizione: "Dai Chiostri Aperti mettiamo in pratica la solidarietà attiva".

"Partendo dalla necessità che ha portato ad aprire, ripulire e sistemare un edificio storico abbandonato di proprietà dell’amministrazione comunale scledense,- spiegano - allo scopo di destinarlo a chi in questo periodo freddo non ha un posto caldo dove dormire, ci siamo confrontat* su come mettere in campo pratiche di solidarietà reale verso tutt* coloro che si trovano in difficoltà".

"Il Sindaco di Schio ha risposto con una chiusura categorica alla proposta di utilizzare in via del tutto eccezionale e temporanea lo spazio dei Chiostri per far fronte all'emergenza freddo, - sottolineano - per questo l’assemblea ha cercato di capire come dare seguito alle iniziative che in questi giorni avevano cominciato a prendere forma. Da qui la decisione di uscire, senza però fermarci nelle attività, da uno spazio che non sarebbe potuto essere accogliente nelle condizioni di non concessione da parte del Comune, nei confronti delle persone che necessitano di questi servizi. Persone che, come sottolineato più volte nel corso dell'assemblea, spesso non possono essere accolte a causa del regolamento a cui sono sottoposte le strutture già attive nel territorio".

"In questi ultimi giorni è emerso in maniera evidente - continuano - dopo le bugie del Sindaco in merito ai motivi dell'apertura dei Chiostri da parte del Csa Arcadia, l’incapacità  dell'amministrazione scledense di affrontare e risolvere problematiche sociali presenti nel territorio.
 L’amministrazione comunale è decisa a risolvere le contraddizioni che emergono, a causa di un impoverimento generalizzato, solo attraverso le vie istituzionali anche quando queste sono chiaramente insufficienti".

"Un messaggio chiaro e opposto a questo atteggiamento è però emerso dal momento di confronto nel pomeriggio di domenica - precisano - : dove le istituzioni non riescono a risolvere le problematiche, tocca all'associazione, al gruppo di volontari, alla cooperativa sociale, al singolo individuo applicarsi creando sinergie e mettendo in campo soluzioni concrete".
 

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"L'uscita dai Chiostri - concludono - è un'uscita che sottolinea quindi la volontà di praticare sin da subito attività di mutuo aiuto e di unire in una rete di solidarietà tutti quei soggetti che animano l'Alto Vicentino. Da qui la proposta di mettere, ognuno in base alle proprie possibilità, a servizio le proprie energie e le proprie potenzialità. Proprio in questo senso come Centro Sociale Arcadia abbiamo deciso di uscire dai Chiostri Aperti con l'intenzione di continuare quello che è stato il lavoro di questi ultimi giorni per le strade dell'Alto Vicentino, mettendo a disposizione il nostro spazio per far fronte  alle emergenze nelle notti fredde (sebbene questo non sia, come abbiamo già spiegato, ottimale per ospitare)".
 
 

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