I sovranisti di Vox Italia approdano a Vicenza

Al teatro Astra è stata annunciata la nascita di un gruppo berico che però non è ancora una sezione: padrino dell'evento è stato il filosofo Diego Fusaro

da sinistra a destra Fusaro e Rigoni (foto di Marco Milioni)

Vox Italia, il partito che vuole superare lo schematismo tra destra e sinistra rimanendo però saldamente legato alla ideologia sbarca a Vicenza e l'arrivo nel capoluogo berico porta il sigillo del filosofo piemontese  Diego Fusaro che ieri 18 dicembre al Teatro Astra ha tenuto a battesimo la nascita della articolazione vicentina del movimento. La nostra «non è ancora una sezione» fa sapere il referente vicentino di Vox ossia il fotografo berico Dario Rigoni che ieri davanti ad una cinquantina di persone ha spiegato i punti salienti di «un percorso politico che sta procedendo chiaramente un passo alla volta». La presenza di Vox, assicura poi Rigoni, si sta un po' alla volta radicando in tutto il Nordest riscuotendo adesioni da più parti. «Noi dobbiamo essere aperti con chiunque, anche con chi milita nei grandi partiti parlamentari i quali peraltro si stanno comportando in modo assai poco entusiasmante per le sorti del Paese».

Ma quali sono i tratti distintivi della proposta di un movimento nato non più tardi del 14 settembre a Roma? Per Rigoni è importante che il Paese scopra e riscopra le proprie tradizioni riappropriandosi «in senso autentico della sovranità nazionale come sancito dal primo articolo della costituzione italiana». Patria e sostegno di matrice socialista alle classi più in difficoltà in un Paese sempre più «segnato da una globalizzazione cara solo alle elite dominanti in cui la ricchezza è sempre più solo appannaggio del vertice assoluto della piramide sociale» sono la miscellanea «tra valori di destra ed ideologie di sinistra» che sono poi l'architrave politica del partito che fa della riconquista della sovranità nazionale, di quella monetaria e della abolizione delle servitù militari uno dei suoi tratti distintivi.

Ieri all'Astra Fusaro (che nel partito non ha alcun ruolo attivo tranne che quello «di soggetto pensatore») ha parlato della ideologia «dominante» che attraverso l'industria culturale propaga un messaggio «di tipo assolutistico» in forza del quale non viene concessa la possibilità di immaginare un mondo diverso da quello costruito attorno «alla dittatura del mercato e della mercificazione del tutto». In questo senso Fusaro, coerentemente con quanto scrive nei suoi libri, spiega che per uscire da questa rotta «è indispensabile riappropriarsi della sovranità della propria mente respingendo la colonizzazione dell'immaginario operata» dai detentori del potere reale ossia quello economico. Si tratta di un concetto sul quale il filosofo ha battuto spesso tanto da ribadire il suo convincimento in una intervista rilasciata alle telecamere di Vicenzatoday.it. Durante i rispettivi interventi sia Fusaro sia Rigoni hanno rimarcato a più riprese che «i termini sovranista e populista» non vanno confusi con nazionalismo perché il nazionalismo non è altro che il globalismo non ancora concretizzatosi nella affermazione di uno Stato a scapito e a detrimento di tutti gli altri. Fusaro invece ha spiegato che un modello percorribile deve essere quello di internazionalismo ossia quello di entità nazionali che pacificamente convivono nel rispetto reciproco. «Diffidate - ha poi concluso il filosofo - da coloro che propugnano anche per così dire romanticamente la fine dello Stato perché questa costruzione è necessaria affinché non si materializzi la sopraffazione del più forte sul più debole».

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA A DIEGO FUSARO

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