Vicenza, in 1500 al Family day, Donazzan: "Non si può né si deve inquinare la famiglia, che è una e una sola. "

C'erano anche molti veneti al Family Day organizzato a Roma sabato pomeriggio. Tra questi gli assessori regionali Donazzan e Lanzarin e il consigliere veneto Ciabetti "Una piazza così piena non credo si sia mai vista"

nella foto in Ciambetti, Lanzarin e Donazzan, al Family day

La discussione sui numeri della partecipazione al Family Day di sabato pomeriggio riempie i giornali del giorno dopo. Tra i tanti veneti scesi a, Roma alcune stime calcolano circa 1500 persone, per manifestare contro le unioni civile e  a favore della famiglia, anche l'assessore regionale Elena Donazzan,accompagnata da la collega Lanzarin e il consigliere Caimbetti. 

"Una piazza così piena non credo si sia mai vista. Forse quando il sindacato era potente, ma allora i pullman erano gratis - afferma l'assessore regionale del Veneto Elena Donazzan, -. La piazza era piena di gente normale, famiglie normali, di bellissima quotidianità, di confortante normalità. "Bambini con le loro mamme e papà, nonni e zii, la famiglia italiana da tutta la provincia, arrivati dopo migliaia di chilometri, ciascuno pagandosi il viaggio, magari con le difficoltà di questi tempi. Una risposta forte e chiara per dire no alla legge Cirinnà, che il Parlamento non può non ascoltare"

L'iter della discussione parlamentare, però, intanto va avanti, anche se nulla è dato per scontato, vista le tante posizioni differenti all'interno della della maggioranza che sostiene il governo Renzi. Distinguo, in realtà presenti in quasi tutti i partiti dello schieramento, compresa Forza Italia.

La Donazzan, però, resta determinata:  "Non si può né si deve inquinare la famiglia, che è una e una sola. Non possiamo in alcun modo permettere che si apra lo spazio per le adozioni con l'aberrante compravendita di figli e di madri. Ho voluto con il mio partito chiedere subito al presidente Zaia di far aderire la nostra Regione che si distingue per avere tenuto sempre posizioni a tutela della famiglia. Non potevamo non esserci"

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