Tav a Vicenza: PD con Forza Italia contro Cicero

Il gruppo consiliare “Partito Democratico per Dalla Rosa” e il PD vicentino si unisce al coro di perplessità e preoccupazioni delle categorie economiche della città e del gruppo di maggioranza di Forza Italia, in merito alla proposta di revisione del progetto

E' bufera bipartisan sulla proposta di di revisione del progetto di attraversamento della città di Vicenza della linea AV/AC Verona – Padova, avanzata dall’assessore Cicero. 

La proposta Cicero

Ecco il comunicato del PD berico e del gruppo consiliare "Partito democratico per Otello Dalla Rosa" a firma di Formisano. 

La proposta Cicero rimette in discussione il lavoro fatto dall’Amministrazione comunale della città di Vicenza dal 2014 al 2017 (sempre di concerto e in condivisione con la Regione Veneto), che aveva risolto definitivamente il nodo dell’attraversamento della città di Vicenza da parte della linea AV/AC Verona – Padova, questione si trascinava dal 1999, anno delle prime comparazioni progettuali sulla linea AV/AC. Già allora le comparazioni avevano visto come il più utile lo scenario del quadruplicamento della linea esistente e già allora tutto il centrosinistra vicentino aveva appoggiato tale soluzione (Popolari, DS e Verdi).

L’attuale Ass. Cicero, allora presidente della commissione territorio, si inventò il sottoattraversamento della città con stazione interrata, che nel gennaio del 2000 il consiglio comunale di Vicenza votò come soluzione progettuale, anche se fu fin dagli esordi osteggiata dalle ferrovie (per tempi, difficoltà e costi di realizzazione) e che ebbe l’unico merito di far decollare nel 2003 il progetto preliminare di affiancamento della linea AV/AC all’autostrada A4 (che ottenne parere positivo dalla commissione VIA lo 06/12/2005), che aveva il demerito di non prevedere alcuna fermata a Vicenza e di martoriare le frazioni di Sant’Agostino, Campedello e Casale.

Il centrodestra vicentino, grazie all’intervento della Regione Veneto, ottenne nel 2006 la vittoria di bandiera in sede CIPE, il quale però stroncò la fermata sotterranea della TAV e ridusse il tunnel a semplice passante della città. Il centrodestra vicentino e il tuttora assessore Cicero, avrebbero avuto il merito storico di isolare la città dai grandi traffici ferroviari del nord Italia, pericolo da noi avvertito e al quale abbiamo posto rimedio, risolvendo il nodo e garantendo alla città il servizio TAV da parte di 56 treni su 72.

Le perplessità

Le categorie economiche e il gruppo di Forza Italia fanno bene a sollevare perplessità sulla volontà di revisione del progetto da noi sostenuto e approvato in consiglio comunale, in quanto la creazione di un bypass sotterraneo alla città senza fermata, potrebbe portare ad un forte aumento dei costi e non garantirebbe in alcun modo la fermata dei treni a Vicenza, in quanto alla maggior parte di essi converrebbe saltare la città, lasciandola servita dal solo servizio regionale, che obbligherebbe i viaggiatori verso Milano e Torino a cambiare a Verona (questo è confermato nell’analisi costi benefici, redatta da RFI in occasione della VIA sul primo lotto funzionale della linea AV/AC Verona – Padova, che contiene il modello dell’esercizio del tracciato in tunnel, poiché l’esercizio previsto era stato pensato perché la maggior parte dei treni a lunga percorrenza bypassasse la città di Vicenza e di Brescia, le quali sarebbero state servite dai rimanenti Intercity, oggi quasi completamente eliminati e non sostituiti da altro servizio).

Per quanto poi riguarda le critiche fatte alla fermata SFMR in fiera, riteniamo di dubbia utilità la sua cancellazione, in quanto questa fermata permetterebbe di creare un fondamentale punto d’interscambio treno/auto a servizio dei pendolari dei quartieri e dell’hinterland nord-ovest della città, giacché la zona è ben servita dal ramo ovest della tangenziale di Vicenza. Semmai, sarebbe utile impegnarsi affinché sia fatta un’ulteriore fermata SFMR a Vicenza est, per creare un punto d’interscambio per i pendolari dei quartieri e dell’hinterland nord-est della città.

Infine, l’Ass. Cicero sostiene che la giunta Variati abbia lasciato il buio sulla prosecuzione ad est della linea. Niente di più falso si può sostenere, poiché la variazione del progetto rispetto allo studio di fattibilità approvato dal Comune di Vicenza e dalla Regione Veneto nel 2015, riguarda solamente la tratta tra l’ingresso ovest della linea in Comune di Vicenza e il Bivio Bacchiglione, cosa che ha portato ad eliminare le due stazioni e l’interramento della linea in quartiere dei Ferrovieri, dopo che si erano sollevate molte critiche rispetto a quella soluzione progettuale.

Per quanto riguarda il prolungamento a est della linea, cioè dal Bivio Bacchiglione a Grisignano, resta confermato quanto prevede lo studio di fattibilità approvato nel 2015, con la richiesta di INTERRAMENTO della linea dal Bivio Bacchiglione a Settecà, proposta presentata all’epoca dall’oggi Ass. Zoppello e dall’allora consigliere Nani, che la maggioranza di centrosinistra ritenne di inserire nella delibera, poi ratificata dalla Regione Veneto.

Gli abbattimenti in città di Vicenza, in tutto 19 abitazioni e tutte localizzate a Vicenza est, troverebbero tranquillamente ricollocazione nelle aree libere intercluse tra Via Martiri delle Foibe e la Ferrovia e con l’interramento delle due linee, sarebbe interamente riqualificata la zona est, ricucendo la Stanga e strada del Megiaro, oggi tagliate dalla ferrovia.

"Proseguire sui binari tracciati"

Premesso tutto ciò, consigliamo caldamente alla maggioranza di centrodestra di proseguire sui “binari” tracciati dall’amministrazione Variati, di non rimettere in discussione un tema che ha trovato definitiva soluzione con tanto di mitigazioni per gli impatti sulla città e che garantisce il servizio AV alla nostra città e provincia nella centrale stazione di Viale Roma, approfittando dell’intenzione delle Ferrovie dello Stato di mantenere inalterato il servizio esistente, nonché di potenziarlo ulteriormente.

Per questo nel nodo di Vicenza è stato considerato coerente l’eliminazione del bypass della città e la linea è stata dirottata a servire l’attuale stazione. In aggiunta, un bypass senza fermata a Vicenza non permetterebbe di sfruttare al meglio la capacità conseguita dal quadruplicamento, che invece sarebbe solamente sfruttata dai treni AV non fermanti a Vicenza, concentrando tutto il resto del traffico sugli attuali due binari della linea storica, mantenendo gli attuali problemi di congestione che il recente potenziamento tecnologico è riuscito solamente a mitigare e senza che essa sia a sua volta mitigata dal punto di vista acustico e vibrazionale.

Piuttosto, vigili che a Roma il Ministero mantenga gli impegni presi dal precedente governo e che invece non li riveda, come invece vorrebbe la peggiore tradizione italiana, dove uno crea e l’altro distrugge.

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