Marchetta e fattura: il "sì" della Commissione, il "sì" anche di Salvini

Storico risultato della proposta di legge del consigliere regionale di "Siamo Veneto", Antonio Guadagnini

Immagine di archivio

Esprimo grande soddisfazione per il parere favorevole espresso dalla quinta commissione sulla mia proposta di legge per la disciplina dell’esercizio della prostituzione.

Così il consigliere regionale di Siamo Veneto, Antonio Guadagnini, a pochi minuti dallo storico risultato

Credo sia doveroso proporre soluzioni concrete a questo problema, che la legge Merlin ha solo aggravato. La mia proposta tiene conto della giurisprudenza ormai consolidata della Corte di Cassazione, la quale ha affermato che chi esercita questo lavoro è un “Libero professionista”, il quale ha diritto a ricevere un giusto compenso, e dovrebbe avere sempre diritto ad emettere fattura con partita IVA; essa inoltre afferma che affittare o cedere un appartamento per uso di prostituzione, entro certi limiti, non dovrebbe considerarsi favoreggiamento della prostituzione. Si stima che oggi la prostituzione generi in Italia un notevole indotto: 9 milioni di clienti, 5 miliardi di euro il giro d’affari stimato, sottratto all’imposizione fiscale. Anche da questo punto di vista, la legge Merlin è un totale fallimento: essa, nei fatti, ha prodotto un gigantesco giro d’affari illecito, sottratto al fisco. La legge prevede poi il rispetto di stringenti norme sanitarie e un consistente inasprimento delle pene per lo sfruttamento. Auspico che la proposta arrivi presto in aula per completarne l’iter legislativo.

Positivo il commento del vice premier Salvini:

"Ero e continuo a essere favorevole alla riapertura delle case chiuse. L'iniziativa, però. non è nel contratto di governo perché i cinque stelle non la pensano così".

Secondo il ministro dell'Interno,

"togliere alle mafie, alle strade e al degrado questo business, anche dal punto di vista sanitario, sia la strada giusta e che il modello austriaco sia quello più efficiente".

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Commenti (1)

  • Ma la prostituzione in Italia è già tassata; questo ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011, 18030/2013, 7206/2016, 15596/2016 e 22413/2016. Il Codice relativo è 96.09.09 “Altre attività di servizio per la persona non classificabili altrove”. Cosa aspettano i sex workers ad aprire la partita IVA e pagare le tasse in merito, rilasciando la ricevuta fiscale ad ogni rispettivo cliente?

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